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Movida e schiamazzi in centro: c’è l’esposto. «Ora basta o andiamo via»

Piazza Alfani e una notte movimentata

Perugia, ancora proteste da via Bartolo e piazza Alfani. «Ubriachi sulle nostre macchine e chiasso fino a notte fonda: ci vogliono le multe o non viviamo più»

PERUGIA – La rabbia cresce tra via Bartolo e piazza Alfani, pochi passi da piazza Danti e piazza IV Novembre. Da mesi ormai i residenti sono sul piede di guerra e le trattative con il Comune (che hanno portato all’idea di installare una telecamera di sicurezza) non bastano più.

«Abbiamo appena presentato un esposto firmato da circa 50 persone a Comune, questura e prefettura – spiegano i residenti -, perché la situazione qui si fa ogni giorno più invivibile. Ogni fine settimana, schiamazzi fino alle due di notte, orde di ragazzini che campeggiano sotto le nostre finestre e ci impediscono di rientrare a casa, sia in macchina che a piedi. Dobbiamo chiedere il permesso per entrare nei nostri portoni, mentre questi giovani, spesso ubriachi, passano il tempo in piazza Alfani buttandosi sopra le nostre macchine. Così non si va più avanti: non bastano le telecamere, ci vogliono le multe a chi sgarra».

L’attacco è a quei locali che continuano a dare da bere ben oltre l’orario consentito. «Ma non solo – insistono i residenti -. Perché da qualche tempo è stato aperto un circolo che per esempio, sabato sera, ha organizzato una festa, andata avanti tra bevande e musica alta, fino a tardi. Questo locale che tipo di autorizzazioni ha? Se lo chiedono anche i nostri vicini di Porta Sole, firmatari con noi dell’esposto anti-rumore, visto che le vibrazioni e gli schiamazzi arrivano addirittura fino a casa loro».

Una situazione che sembra essere diventata così insopportabile che c’è chi è pronto a cambiare casa. «Un vicino – è la conclusione – ci ha detto che se trova da vendere, va via. Perché vivere così ogni fine settimana è un incubo. Alla faccia che il centro doveva essere rivitalizzato e ripopolato…».

Intanto, la battaglia dei residenti contro gli eccessi va avanti. La prossima settimana dovrebbe essere confermato un incontro con la questura, impegnata da mesi a districare questa convivenza sempre più difficile.

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