Una nostra lettrice di Perugia risponde alla ragazzina vittima di bullismo a scuola. «Dai al mondo quello che sei»
RICEVIAMO e PUBBLICHIAMO
Cara Laura,
Ho letto il tuo articolo riguardo al bullismo che hai e che tuttora subisci. La profondità della tua persona è percepibile da ogni singola parola che hai adoperato perché certe emozioni non sono tangibili da tutti i quindicenni se non le si è vissute in prima persona. La vita dei bersagli facili è dura: quell’angolo in fondo alla stanza diventa il nostro rifugio personale, mentre si è costantemente circondati da cerchie d’amicizie perfette vedendole in superficie, ma che in realtà sfogano la propria frustrazione gettando fango su chi culla i sentimenti di dolore e fragilità in silenzio. Proprio come noi.
Purtroppo ora stai soffrendo e queste montagne di cattiverie ti sembrano insormontabili, ma il tuo diploma arriverà prima che te ne accorgerai e finalmente potrai sbattere la porta in faccia a coloro che come te soffrono ma allo stesso tempo non hanno il tuo coraggio.
Perché sì, tu sei una persona coraggiosa. Ogni volta che versi una lacrima tiri fuori la forza nascosta che c’è in te. E l’acquisirai interiormente nel momento in cui i tuoi occhi smetteranno di piangere.
Vedrai il mondo in modo razionale e passerai sopra ai giudizi universali della società.
Non conosco la tua storia, tantomeno le motivazioni dei tuoi compagni nel prenderti in giro, però ti racconto in breve la mia.
Sono stata sempre additata come una ragazza facile, soltanto perché non so rapportarmi con persone del mio stesso sesso. Sin da bambina sono cresciuta in mezzo ai maschi e ad oggi se devo scegliere di sfogarmi con un mio amico o con una mia amica, sicuramente sceglierò il primo, poiché mi sento, mentalmente, più vicina a lui.
Ho ventitré anni e non ho più voglia di tenere costantemente gli occhi umidi per le cattiverie dette dalle ragazze che mi circondano, perché so di comportarmi bene al contrario di come credono loro e dico sempre ciò che penso senza ferire nessuno. Ma soprattutto, vivo. Libera dalle etichette di persone che a malapena ricordano il mio nome, libera dai pensieri di gente annoiata o che possiede una vita forse peggiore della mia e che sfoga la rabbia e il rancore sulle fragilità degli altri. E soprattutto mi è servito per distinguere tra la folla i veri amici e le vere amiche, coloro che vogliono conoscerti fino in fondo e che non voltano mai lo sguardo nel momento in cui provi sofferenza.
Concludendo, sappi che tutte le emozioni che ora stai provando sono una palestra di vita. Ti aiuteranno a saper distinguere il bene dal male, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato per la tua persona. Ti renderanno una persona più forte. E nel momento in cui avrai preso familiarità con questa nuova forza che ti pervade dall’interno, guarderai i volti di quelli che ti hanno ferita così tante volte con un sorriso vincente, perché sarai realizzata anche grazie a loro.
Vivi ogni singolo istante della tua vita guardandoti allo specchio con lo sguardo fiero di te. Sii un esempio per chi ti circonda e per te stessa, che poi già con il tuo articolo… lo sei. Non pentirti mai di ogni azione che fai, di ogni parola che dici, solo per il timore di essere giudicata.
Dai al mondo quello che sei.
L.
Qui la lettera sfogo di Laura, 15 anni, vittima dei bulli a scuola


