Elezioni | Nel Pd scocca l’ora dell’unità

Ma il confronto interno è solo rimandato. Presentati i candidati umbri a Camera e Senato: «Ci conoscete, lavoriamo per il territorio»

di Daniele Cibruscola

PERUGIA – Il processo di selezione dei candidati è stato «un parto molto difficile», per usare le parole di Cesare Damiano. Un’azione affatto condivisa che adesso, a giochi fatti per le liste e con l’incertezza del risultato delle urne, impone al Pd «l’ora dell’unità», da far scoccare quanto prima per «cercare di raggiungere il miglior risultato possibile alle elezioni».

L’esigenza in casa dem è chiara a tutti. Candidati, ricandidati ed esclusi: primi e secondi sono stati presentati martedì; secondi e terzi (Bocci, Ginetti, Giulietti e Verini ma anche le uscenti Sereni e Cardinali) hanno incassato l’elogio dei primi per il servizio reso al partito, al governo, al territorio. Molto più di una serena cortesia istituzionale: di loro e con loro si ragionerà il 5 marzo, sì parlerà di equilibri e di come la corrente renziana abbia di fatto fagocitato le altre (compresa quella orlandiana dell’ex ministro del Lavoro, candidato all’uninominale di Terni), che a livello nazionale hanno subito una decisa ridimensionata. Meglio iniziare fin da ora a ricucire. Per il momento però schiena dritta e testa alle urne. E un consiglio: all’indomani delle elezioni pronti con bibite e popcorn.

Dal tritacarne (nazionale) della composizione delle liste Giacomo Leonelli è uscito tutto intero. La sua candidatura nell’uninominale Perugia 1, per ruolo e numeri (leggi: preferenze misurate alle Regionali del 2015), non ha stupito nessuno in realtà, neppure il diretto interessato. Ma ha spostato qualche simmetria a livello regionale, e forse non solo. Bocci gli siede lontano, quattro seggiole più in là alla presentazione nella nuova sede in via Bonazzi. «I nostri candidati li conoscete, sono persone in carne e ossa che si sono sempre spese per il territorio. Saranno il nostro valore aggiunto», le parole del segretario regionale. Già in campagna elettorale: «Il governo ha lavorato tanto e bene in questi anni. Ma spesso ha comunicato male. Questi 39 giorni ci serviranno per raccontare i traguardi raggiunti e per parlare di ciò che ancora vogliamo fare per l’Umbria».

«Sarà una campagna incentrata sui temi», quindi. Quelli cari al territorio: rappresentati dai perugini Bocci e Mori, dalla corcianese Ginetti, dagli altotiberini Ascani, Giulietti e Verini, dalla ternana Mignozetti, dai sindaci di Fabro, Terzino, e San Gemini, Grimani, e dalla vicesindaco di Piegaro, Meloni. E quelli cari all’elettorato di sinistra a prescindere dalla latitudine dei seggi, di cui Damiano («Sono residente a San Gemini da anni comunque», specificherà l’ex ministro) è l’alfiere perfetto. Il tema del lavoro, innanzitutto. «La possibilità di eleggerlo è di per sé un programma elettorale per questa regione», dice di lui Walter Verini. Perché, conferma Damiano, «lavoro e pensioni sono questioni centrali. Il dipendente a tempo indeterminato deve costare meno al datore di lavoro, l’opzione licenziamento invece si deve pagare di più. Come Pd dobbiamo batterci per l’uguaglianza».

Tutti lì i candidati. Manca solo Renzi, ma si sapeva, e non viene mai nominato. Parlano in tre: Leonelli, Verini e Damiano «perché gli altri hanno declinato». Il segretario, a domanda diretta, su liste ed esclusioni chiarisce: «Abbiamo la coscienza pulita, anche per ciò che riguarda alleati importanti come i Socialisti. Non abbiamo messo veti, anzi. E comunque pare evidente che non sarebbero stati accettati visto che la composizione è stata fatta dal nazionale». Anche la diatriba tra segreteria regionale e segreteria di Perugia («Riguardo alle comunicazioni dell’unione comunale, dovete chiedere a loro») è liquidata in fretta. Come il caso Di Girolamo, sindaco dimissionario di Terni, su cui Leonelli è lapidario: «Azione annunciata, concordata con il partito, Di Girolamo è persona seria. E tornando a parlare di elezioni politiche: a Terni gli elettori del Pd possono scegliere tra figure che possono rappresentare al meglio il territorio e le sue esigenze. Non so mica se vale lo stesso per altre liste».

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