I controlli dei carabinieri nel parcheggio di un centro commerciale - @RIPRODUZIONE RISERVATA
I controlli dei carabinieri nel parcheggio di un centro commerciale - @RIPRODUZIONE RISERVATA

«Pregano in arabo e hanno due valigette, venite a vedere che succede»

Perugia, controlli in un centro commerciale su due persone notate in atteggiamenti sospetti. Immediato l’arrivo dei carabinieri, intervenuti senza creare panico tra i clienti

di Egle Priolo

PERUGIA – «Tesoro, andiamo via. Non è più un posto sicuro». Il sorriso che il papà fa allargare sul suo volto mentre tranquillizza la figlia nasconde l’apprensione e tradisce cattivi pensieri.

È lo stesso sorriso forzato letto sul viso dei tanti clienti di un negozio all’interno di un centro commerciale di Collestrada che, nel primo pomeriggio del 31 dicembre, hanno assistito all’entrata di alcuni carabinieri con tanto di mitra e giubbotto antiproiettile per effettuare un controllo su due cittadini stranieri.
I militari sono entrati e si sono diretti nell’ultimo reparto di un negozio di abbigliamento. Passando, sguardo duro ma rassicurante. Nessun cliente si è spaventato della loro presenza, finché non si sono avvicinati ai due stranieri di probabile origine araba. «Potete uscire con noi, per favore? Un semplice controllo. Thanks», hanno detto i carabinieri con molta calma, traducendo la richiesta anche in inglese.

A quel punto, i quattro militari hanno scortato i due uomini fuori dal negozio e dal centro commerciale, per procedere ai controlli.
È in quel momento che le facce dei clienti passano dalla complicità del “Che roba. Hai visto anche tu?” al sollievo imbarazzato quasi da scampato pericolo. Perché nel frattempo nel negozio c’è chi spiega il perché di questo controllo su due persone che non sembrava stessero facendo alcunché. «Li hanno visti pregare in arabo fuori dal centro commerciale, fare foto. Poi sono entrati e con loro avevano due valigette». Abbastanza per far pensare al terrorismo, il 31 dicembre, all’interno di un obiettivo sensibile pieno di gente. Con i carabinieri, già impegnati in controlli specifici, che sono intervenuti immediatamente e senza creare lì per lì alcun motivo di panico.

È solo dopo aver capito il motivo e i possibili contorni di quel controllo, in mezzo a centinaia di persone, che la paura di quello che avrebbe potuto essere ha iniziato a serpeggiare. «Magari non è niente. Magari stavano solo pregando per i fatti loro. Ma se invece…?». Questo si dicono i clienti col sorriso forzato. «Appena ho visto i carabinieri che venivano verso di voi, ho pensato aveste fatto qualcosa di male e ho fatto finta di non conoscervi», si dicono tra amici per provare a stemperare la tensione. «Ma pensa se fossero stati davvero malintenzionati e noi stavamo a un passo», è il commento sibilato nel tentativo di esorcizzare la paura.

Che però è passata presto. Perché essere stati testimoni dell’intervento calmo, rapido e rassicurante dei militari (ad allertarli sarebbe stato un rappresentante delle forze dell’ordine libero dal servizio), a cui si sono aggiunti anche i finanzieri, ha aiutato tanto per scacciare i cattivi pensieri. «Hai visto? Sono arrivati subito. E comunque, magari, quei due stavano solo pregando». Magari.

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