POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | A Perugia il programma stellare di Polinori. Da Foligno la novità: un movimento civico bipartisan contro il degrado della politica. E intanto Verini, come segretario del Pd, finisce in congelatore
di Marco Brunacci
UMBRIA – Pronti, via. Ecco servita la politica (umbra) di settembre. Il nodo del commissariamento del Pd regionale, attualmente senza segretario regionale, non sembra più un tema così appassionante: il blitz stoppato settimane fa (Verini imposto dal segretario nazionale Martina, sorretto da uno schieramento di qualche sindaco), difficilmente riuscirà ora. Anche se non è ancora detto. Lo stato dell’arte è questo: Martina doveva venire alla Festa dell’Unità di Narni e chiudere su Verini. Martina, che sembra sempre più metà di un segretario normale, non è neanche venuto e Verini è tornato in ghiacciaia. Col rischio dell’ibernazione. Al momento però lavorano per lui un sindaco del Trasimeno insieme a Todini da Marsciano, preoccupato per il suo futuro, De Rebotti da Narni fresco di figuraccia epocale per la partecipazione in quantità da concerti d’arpa ai dibattiti della Festa di Narni, il faraone di Sviluppumbria Agostini e metà di un altro sindaco del Trasimeno (l’altra metà tituba). Martina in ogni momento potrebbe però commissariare. Ma non sarà facile. Quindi soluzione rinviata a fine anno, dopo il congresso nazionale e dopo che Renzi ha deciso cosa fare.
Invece più interessanti le notizie che arrivano dal fronte delle città dove si vota a primavera. Perugia su tutte. C’è il mitico segretario comunale del Pd, Polinori, che ha messo in campo una task force per realizzare il programma col quale il Pd si presenterà alla contesa elettorale. Chi ha avuto il piacere di dare un’occhiata alle prime bozze dice che sono rappresentati con efficacia alcuni dei principali problemi della intera galassia, meno quelli della piccola Perugia. Lungi dal voler discriminare i venusiani, ma per molti sarebbe positivo che qualcuno desse l’ordine di atterrare e occuparsi più di Prepo che delle Donadi. Ramsete I Agostini è tra i magnifici sette interpellati, con lui il sereno saggio che si riteneva ritirato in una montagna appenninica sai baba Santucci, insieme al Caporizzi di lotta e di governo. Visto come è andata con i giovani, si saranno detti, meglio ripiegare sulla Terza età.
Ma il problema sarà la scelta del candidato da contrapporre al Romizi considerato per ora vincente (sempre che la Lega non gli faccia scherzi). Qui si è passati dai candidati Agostini a Belardi per trovare un’improvvisa sintesi (in questo momento data addirittura per sicura) su Carlo Calvieri, avvocato, docente, non nuovo alla politica, con incarichi da tecnico di area di grande rilevanza (minimetro), che ha già raccolto i suoi bravi fischi e qualche applauso nella battaglia amministrativa perugina. Polinori non è un decisionista. Tutt’altro, ma questa task force l’ha inventata lui senza passare per l’assemblea comunale.Anzi, proprio a loro insaputa. E anche questi nomi di candidati li sta facendo circolare lui. C’è il caso che prenda la solita tranvata in testa, ma magari stavolta ha curato più le alleanze e porta programma e candidato fino a destinazione (anche se nel mentre lo scriviamo crescono i dubbi). Sia detto per inciso: mentre c’è qualcuno del Pd che inopinatamente corteggia i cinquestelle, i grillini stanno predisponendo le primarie sul web per decidere il candidato sindaco.
Breve carrellata ora sulle altre città al voto. A Orvieto temono un botto epocale per il centrosinistra che si è messo d’impegno per uccidersi con le proprie mani. A Bastia il centrodestra già festeggia. Antiseri cerca il suo successore. Tutti gli altri litigano. A Gualdo Presciutti prova ad andare contro corrente: vuol fare il bis ma dovrebbe studiarsi bene i risultati delle ultime politiche. Se restano quelli, sarà un incubo per lui e la sua coalizione. A Gubbio, ecco un altro sindaco uscente che non vuol lasciare ma raddoppiare: stavolta però Stirati avrà bisogno del Pd. Manovre in corso.
Last but non least, Foligno. I cinquestelle sono tutti su un architetto che si occupa tanto di Quintana, vecchio estimatore di Grillo. Il centrodestra – garantito – discuterà un po’ e poi molla il candidato sindaco alla Lega. Il centrosinistra è il solito gran frullato. dentro c’è di tutto un po’ e nessuno va d’accordo col vicino. Hanno provato ad allargarsi verso alleati e la ineffabile Piccolotti li ha subito messi alla porta. Invece la novità potrebbe essere nel gruppo di imprenditori che ha deciso di dar vita a un movimento civico che potrebbe sfociare in una lista di salvezza contro il degrado della politica. Hai visto mai che il centro del mondo diventa almeno per una volta il centro-laboratorio della politica nazionale?


