Dal 2016, al lavoro 250 vigili del fuoco per mettere in sicurezza case, edifici pubblici e opere d’arte
NORCIA (Perugia) – Due anni fa, alle 3.36 del 24 agosto 2016, la prima delle scosse di terremoto che ha sconvolto il centro Italia e colpito duramente anche la popolazione della Valnerina. Una ferita ancora aperta, per chi ha vissuto quei giorni di terrore e convive ancora con le macerie. I vigili del fuoco dell’Umbria tracciano il bilancio di 730 giorni li ha visti quotidianamente a fianco di chi ha perso la casa o ha subito danni importanti dal terremoto.
Dal recupero dei beni di prima necessità, di mobili e vestiti, alla messa in sicurezza degli edifici, dalla rimozione di parti pericolanti fino all’importantissimo recupero delle tante opere d’arte e testimonianze di grande valore, a cominciare dalle reliquie di San Benedetto: questo il delicato lavoro delle decine di vigili del fuoco a Norcia e dintorni. Per diversi mesi, come ricorda il comando regionale, i pompieri nella zona colpita dal sisma sono stati fino a 250.
A Norcia, la torre civica annessa al municipio a cui si sta mettendo mano in questi giorni per la ricostruzione era stata messa in sicurezza dai vigili del fuoco per consentire le operazioni di messa in sicurezza poi eseguite sempre dai vigili del fuoco sulla Basilica di San Benedetto.
L’attività dei vigili del fuoco ha riguardato, anche se in misura diversa, tutti i Comuni del comprensorio e, per ottimizzare le risorse, oltre al campo base di Norcia sono stati attivi per lunghi periodi altri presidi a Preci e a Cascia.
Con gli UCL (unità comando locale) in queste realtà sono state raccolte e gestite le richieste dei cittadini provvedendo all’invio sul posto le squadre operative. A Norcia per facilitare le operazioni di accesso alla zona rossa per il recupero dei beni di prima necessità sono state attivate due postazioni con UCL uno a Porta Romana e l’altro nella zona contrapposta di Porta Ascolana.
Sul fronte recupero dei tanti beni culturali messi in pericolo dal sisma, i pompieri hanno lavorato in sinergia con la Soprintendenza ai beni culturali e i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Perugia.
I numeri
Subito dopo il sisma del 24 agosto 2016, oltre alle attività di assistenza alla popolazione, il personale del COA di Norcia si è subito attivato per fronteggiare le richieste di messa in sicurezza degli edifici tutelati danneggiati dal sisma e, per il recupero delle opere d’arte mobili che si trovavano all’interno di strutture inagibili.
Le opere provvisionali, avviate a pochi giorni dal sisma, per la riduzione della vulnerabilità sismica approntate nel campanile della chiesa di Castelluccio di Norcia, sono state le prime ad essere effettuate in tutto il cratere Umbria-Marche-Lazio.
In totale, gli interventi di rilievo di messa in sicurezza e consolidamento effettuati su strutture del MIBACT sono stati circa 80.
Molti degli interventi di messa in sicurezza e consolidamento sono stati effettuati sotto il coordinamento del N.I.S. dei Vigili del Fuoco (Nucleo Interventi Speciali) che ha provveduto a censire gli edifici danneggiati, valutato l’entità del danno e progettato gli interventi di messa in sicurezza e consolidamento. Queste attività sono state svolte in collaborazione con la Soprintendenza e, in alcuni casi con il supporto delle Università.
A tale attività sono seguiti i lavori di esecuzione degli interventi da parte di squadre dei Vigili del Fuoco
Nel dettaglio, dal 26/08/2016 a 30/06/2017 il NIS (Nucleo Interventi speciali dei vigili del fuoco) si è occupato di 37 opere nella Regione Umbria colpite da sisma. Di queste 37 opere 15, per importanza, urgenza e complessità, sono state seguite dal NIS per tutta la durata dell’intervento. Prevalentemente trattasi di opere di rilevanza storico artistica.
• n. 5 opere a Norcia centro storico
• n. 1 opera a Norcia fr. Preci
• n. 1 opera a Norcia fr. Ancarano
• n. 1 opera a Norcia fr. San Pellegrino
• n. 5 opere a Cascia
• n. 2 opere a Preci
tra queste, quelle di maggiore interesse sono:
– Basilica di San Benedetto di Norcia;
– Concattredrale di Sante Maria Argentea di Norcia;
– Campanile di Sant’Antonio di Norcia;
– Cimitero Monumentale di Sant’Eutizio di Preci;
– Monastero di Sant’Eutizio di Preci;
– Torre civica di Norcia;
– Santuario di santa Rita a Cascia;
– Chiesa di Sant’Andrea di Campi, Preci;
– Chiesa di Sant’Antonio a Frascaro, Norcia;
– Campanile della Chiesa di San Francesco di Cascia;
– Campanile della Chiesa di Sant’Antonio di Cascia;
– Chiesa di San Giovanni di Castelvecchio, Preci;
Le altre attività
Per il ripristino degli accessi ad alcune zone dei centri abitati è stato necessario procedere alla demolizione dei fabbricati dichiarati non più recuperabili, così come in alcuni edifici isolati è stato necessario demolire parti del fabbricato per poi procedere alla messa in sicurezza e quindi al recupero per il riuso della parte ancora idonea.
Da alcuni mesi queste operazioni, sono in corso con personale e mezzi dei vigili del fuoco e con l’ausilio di alcuni mezzi speciali messi a disposizione dalla Regione Umbria. Si tratta di una attività resa complessa non solo per le caratteristiche degli edifici ma anche per il contesto edilizio in cui gli stessi si trovano oltre che l’elevato grado di distruzione presente come nel caso di Castelluccio di Norcia.
Queste operazioni sono state eseguite a seguito di specifiche ordinanze emanate dai Sindaci e dopo puntuali valutazioni effettuati da gruppi di tecnici.
La statistica, a due anni dal sisma del 2016 evidenzia alcune particolarità degli oltre 20.000 interventi effettuati dai VVF nel comprensorio della Valnerina a cui sia aggiungo quelli effettuati nelle zone di Spoleto e Foligno: Oltre 13.000 per recupero di beni e masserizie; circa 3.000 verifiche di stabilità oltre 4.000 per tipologie varie di assistenza alla popolazione.
L’intera attività è stata coordinata, a livello regionale dal direttore regionale dei vigili del fuoco ing. Raffaele Ruggiero con la con la collaborazione dei Comandanti provinciali di Perugia e Terni e del comandante del Comando Operativo Avanzato che è stato attivato dai primi giorni dal sisma e che ancora oggi opera seppur in forma residuale.
A Norcia è ancora presente un presidio dei vigili del fuoco permanenti di circa unità 10 di cui 5 unità impiegate nelle operazioni di messa in sicurezza e di demolizione; le restanti 5, unitamente ai vigili volontari del locale distaccamento, provvedono per il soccorso e per le altre attività di assistenza richieste dalla popolazione della Valnerina.


