L’affondo di Alessandro Amici
di Alessandro Amici*
(riceviamo e pubblichiamo)
NARNI (Terni) – Stupefatto e basito dalle dichiarazioni di Liberati che vuole spostare le acciaierie a Nera Montoro e poi, preoccupato, da quelle successive del nuovo assessore all’ambiente di Terni, Salvati, riguardo una nuova sede dell’inceneritore di Terni. Allucinazioni dovute al caldo di agosto? Lo spero proprio. Così come spero che gli esponenti narnesi dei 5stelle e della lega facciano sentire forte e chiara la loro voce.
A Terni hanno finalmente mandato a casa una pessima classe dirigente, ma da queste affermazioni sembra che alcuni concetti e maniere di pensare distorti appartengano anche alle nuove forze politiche. Mi sembra di tornare a 15 anni fa quando a Terni si erano messi in testa di risollevare le sorti della città con la costruzione della megacentrale da 800 megawatt a Nera Montoro (forse nell’immaginario collettivo umbro località così danneggiata in cui è possibile ogni attività inquinante?). L’area industriale di Nera Montoro ha già dato. Su di essa già insistono positive attività importanti e si possono prevederne solo nuove a basso impatto ambientale. Non lo spostamento delle acciaierie né tantomeno un inceneritore.
Cari politici ternani, a parte che l’inceneritore già insiste nel nostro territorio, comunque Narni è un comune importante dell’Umbria che, come il vostro, per gran parte del ventesimo secolo ha promosso il benessere della regione e che dall’inizio del nuovo sta pagando un prezzo sociale molto alto, più del vostro, in termini di impoverimento economico. Certamente per la grave crisi economica che stiamo vivendo, ma anche e sopratutto per il federalismo asimmetrico regionale che fin qui ha discriminato il nostro territorio. Come anche Terni.
Terni e Narni possono, anzi, devono avere una comune sinergia politica, ma questa deve prevedere innanzitutto una forte richiesta di riequilibrio nei vari ambiti di governo regionale. Proposte comuni e condivise con pari dignità, non la sopraffazione del comune minore. La politica della schiena piegata nei confronti dei territori fin qui egemoni ( Foligno e Spoleto, Perugia), a scapito dell’interesse dei territori amministrati, tratto distintivo di chi ha sgovernato in questi ultimi 20 anni, lasciatela appunto a chi vi ha preceduto, altrimenti mi verrebbe da pensare che che non è cambiata la musica ma solo i suonatori .


