I risultati dell’attività di contrasto all’immigrazione clandestina di polizia e carabinieri
PERUGIA – Ventisette espulsi in un mese. Questi gli ultimi dati relativi all’attività di contrasto alla immigrazione clandestina messe in atto dalla questura di Perugia, con l’incisivo contributo del comando provinciale dell’Arma dei carabinieri.
Tra i ventisette stranieri sottoposti a provvedimenti di espulsione, in gran parte autori di gravi reati, per tre di loro è stato disposto il rimpatrio con immediato accompagnamento coattivo alla frontiera.
Per il primo, un cittadino tunisino di 54 anni, già detenuto nel carcere di Capanne e avente precedenti penali per violazioni in materia di stupefacenti, il provvedimento di espulsione è stato disposto dal magistrato di Sorveglianza quale misura alternativa alla detenzione. È stato prelevato dalla casa circondariale dai poliziotti dell’ufficio Immigrazione per il rimpatrio immediato e accompagnato alla frontiera di Fiumicino, per poi essere imbarcato su di un volo per la Tunisia. Qualora dovesse fare ritorno nel territorio nazionale verrebbe immediatamente ripristinata la misura detentiva in carcere.
Il secondo, un cittadino egiziano di 28 anni, con precedenti in materia di violazioni sulle norme inerenti l’immigrazione, è stato accompagnato alla frontiera di Fiumicino, a seguito di provvedimento di espulsione emanato dal prefetto di Perugia.
Il terzo, un cittadino albanese di 44 anni, dopo essere stato tratto in arresto dalla squadra mobile a seguito della violazione del divieto di reingresso sul territorio nazionale, è stato accompagnato all’Aeroporto di Sant’Egidio e imbarcato su di un volo per l’Albania.
Per sei cittadini stranieri è scattato l’accompagnamento al Centro per il rimpatrio.
Il primo, un cittadino tunisino del 1980, scarcerato dalla casa di reclusione di Spoleto per fine pena e avente diversi precedenti di polizia, tra cui droga, violenza sessuale, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, è stato accompagnato al Cpr. È già stato rimpatriato un Tunisia.
Il secondo, un cittadino tunisino del 1997, già arrestato per reingresso illegale nel territorio nazionale, è stato accompagnato presso il Cpr per il successivo rimpatrio in Tunisia.
Il terzo, un cittadino tunisino del 1989 già tratto in arresto per resistenza e lesioni a p.u., è stato accompagnato al Cpr per il successivo rimpatrio in Tunisia.
Il quarto, un cittadino marocchino del 1985, già noto alle cronache locali per essersi reso protagonista, unitamente ad un altro maghrebino, degli episodi delittuosi denunciati da un ristoratore di Corso Garibaldi, è stato accompagnato al Cpr per il successivo rimpatrio in Marocco.
La quinta, una cittadina cubana del 1979, a seguito di scarcerazione per fine pena e avente precedenti in materia di lesioni e danneggiamento, è stata accompagnata al Cpr al fine di essere rimpatriata nel suo Paese di origine.
La sesta, una cittadina romena del 1996, già inottemperante ad un precedente ordine di allontanamento dal territorio nazionale per motivi di ordine e sicurezza pubblica, è stata accompagnata presso il C.P.R. al fine di essere rimpatriata presso il Paese di origine e dare concreta attuazione al provvedimento.
Nell’ultimo mese sono stati emanati undici ordini del Questore a lasciare il territorio nazionale e si sono registrate sette partenze volontarie; tra queste ultime rientra anche la cittadina ucraina 72 enne in posizione non regolare sul territorio nazionale rintracciata presso l’area verde di via del Macello (ottagono), la quale aveva approntato un bivacco con materassi ed effetti vari sotto alcune scale del complesso.
Ad agosto, inoltre, sono state effettuate le già note espulsioni disposte dal Ministro dell’Interno per motivi di sicurezza a carico di due cittadini marocchini, rispettivamente del 1986 e del 1992, conseguenti all’attività dell’Arma dei carabinieri di Perugia.


