scelta scuola orientamento

«Quale scuola dopo le medie?» Dieci consigli per scegliere bene

FOCUS SCUOLE | I suggerimenti dell’esperto per orientarsi nel mare magnum dell’offerta formativa

GIORDANO-BRUNO_600x300_15_11_18

PERUGIA – I depliant con l’offerta formativa, gli open day, le indagini sui profili più richiesti dalle aziende. Sulla carta, tutto l’occorrente per fare la scelta migliore. Eppure il quadro non è ancora chiaro per genitori e ragazzi. Qualcuno sceglie con l’ansia. Qualcun altro lo fa ma il dubbio resta. Qualcuno deve ancora decidere. «Ma allora, a quale scuola mi iscrivo?».

Istituto volta immagine statica Focus Open Day generico.jpg

A scogliere qualche nodo ci ha provato, qualche tempo fa, Francesco Dell’Oro, uno dei massimi esperti di orientamento in Italia. Che ha messo a punto dieci consigli, dieci punti cardine attorno ai quali orientare, o aiutare a orientare nel caso dei genitori, la scelta che il Miur per il prossimo anno scolastico ha anticipato di qualche settimana: iscrizioni aperte a partire dal 7 gennaio 2019, dunque, con scadenza fissata per le 20 del 31 gennaio.

ISTITUTO-BORGHI-600X300-15-11_18.jpg

1) Un momento da presentare ai ragazzi «in positivo, valorizzando le loro potenzialità, in modo che diventino protagonisti» della decisione: e allora eccolo il primo di dieci consigli di Dell’Oro.

2) Fidarsi del giudizio degli insegnanti. Per l’esperto consultato dal Corriere della Sera il loro consiglio vale 7 sulla proverbiale scala da 1 a 10. Con una precisazione però: mamme e papà dovrebbero sempre «chiedere a un insegnante le ragioni che l’hanno portato a escludere un tipo di scuola o a consigliarne un’altra».

Istituto Rosselli-Rasetti castiglione del lago banner Open Day generico.jpg

3) Partecipare agli Open day: giornate aperte in cui i ragazzi riescono a percepire sensazioni che agli adulti possono sfuggire. Clima, orari, impegno richiesto. «Senza esagerare»: se si inizia ad andare agli open day in prima media finisce che in terza «non ci si capisce più niente».

4) Seguire i sogni dei ragazzi… senza caricare troppo di significato la scelta. «Nella scelta bisogna, sì, mettere a fuoco la quantità di impegno e fatica richiesto da un certo percorso di studi, ma stare attenti che non si traduca in sofferenza e disagio».

Polo Liceale Mazzatinti banner articolo generico.jpg

5) Archiviare i sogni propri… Limitandosi a trasmettere ai figli la propria esperienza, le proprie regole e i propri valori. Saranno i ragazzi, poi, sulla scorta di questi, a puntare la barra nella direzione a loro più gradita.

6) Valutare il percorso formativo, di crescita e familiare. Nella decisione vanno valutate tutte le tappe del «diventare grande», dice Dell’Oro, a partire già dalle scuole dell’infanzia.

7) Scansare pregiudizi e ignorare false gerarchie. Molti studenti frequentano la scuola che in qualche modo appartiene alla «storia sociale» della famiglia, sostiene l’esperto. Niente di più sbagliato. «Bisogna informarsi bene, conoscere davvero qual è l’attuale offerta formativa, quali materie si affrontano e il loro peso nell’orario scolastico».

8) Non seguire mode né amici. E non andare per esclusione. Pratiche, tutte, ugualmente sbagliate. La scelta dell’indirizzo di studi deve rispecchiare una scelta di vita, di lavoro, o di interessi personali.

9) Imparare ad ascoltarsi. Se ci si sente sicuri, entusiasti della scelta, probabilmente si sta andando nella giusta direzione. Al contrario, se si avvertono ansia o preoccupazione sarebbe bene approfondire il problema, chiedete aiuto a chi ha più esperienza, intervistare, magari, quel conoscente che fa un lavoro che incuriosisce.

10) Infine, se ci si rende conto di aver fatto la scelta sbagliata, amen: tutti possono sbagliare. Cambiare scuola è un’opzione che, se necessario, va valutata con serenità.

Ciò che Francesco Dell’Oro, già responsabile per i servizi di orientamento del Comune di Milano, 450 colloqui l’anno e innumerevoli incontri nelle scuole, vuol comunicare – parole riportate anche in un’intervista al Corriere della Sera – in estrema intesi è che «non si può rimanere imbrigliati in una logica troppo scolastica» quando si accompagnano i ragazzi in decisioni di questo tipo. «Serve un’attenzione di tipo psicologico e pedagogico. Fondamentale per comprendere le necessità di una fase tra le più belle e complicate della vita».

Castelluccio di Norcia in uno scatto di @mauriziovarnelli su Instagram

#discoverUmbria | Il presepe

Volanti della polizia. Archivio

Rapina e prende a pugni la ex. Poi aggredisce un poliziotto