L’episodio più grave un anno fa. Le due donne vivevano insieme in un appartamento di Ellera di Corciano, a pochi chilometri dal luogo dell’omicidio
Dan. C.
MAGIONE (Perugia) – Trafitta da un’unica, letale coltellata alla schiena. Assassinata. È morta così Augusta Brunori, la 69enne originaria di Serra Sant’Abbondio (Pesaro-Urbino) ormai da tempo residente in Umbria, trovata cadavere lunedì mattina nel giardino della casa di proprietà del marito, in via Case sparse a Villa di Magione.
A essere sospettata dell’omicidio, la figlia: è su di lei che fin da subito si sono concentrate le attenzioni dei carabinieri. Lei a trovare il corpo senza vita della donna per prima. Lei, pare, a lanciare per prima l’allarme con una confusa telefonata al Centro di salute mentale, dove è in cura per problemi psichiatrici, nella quale ha raccontato di una rapina finita, evidentemente, nel peggiore dei modi.
Madre e figlia vivevano insieme a pochi chilometri dal luogo del delitto. In un appartamento, a Ellera di Corciano, immediatamente visitato dai carabinieri alla scoperta del cadavere. «Non sarebbe la prima volta che la ragazza aggredisce la madre», racconta sottovoce la gente del quartiere. «L’episodio più grave all’incirca un anno fa». Non l’unico però, stando ad altre indiscrezioni. «Capitava spesso che discutessero, anche violentemente».
Saranno gli esami svolti dalla Sezione investigazioni scientifiche dei carabinieri, e in particolare quelli sull’impugnatura del coltello, a confermare o smentire i sospetti sulla trentenne: sola in casa con la vittima al momento dell’omicidio. La donna lascia un marito, da cui da tempo si era separata, e un altro figlio, coetaneo della sorella. A coordinare le indagini, per la procura, è la pubblico ministero Manuela Comodi.


