Saldo positivo per i programmi occupazionali della provincia «che rispetto al 2018 registrano un incremento del 14%: 380 posti in più nel giro di un anno»
PERUGIA – Saldo positivo per i programmi occupazionali delle imprese della provincia, relativi al mese in corso e al trimestre febbraio-aprile, rilevati dal sistema Excelsior e diffusi oggi dalla Camera di commercio di Perugia. Numeri che, commenta Giorgio Mencaroni, presidente Cciaa, «pur in presenza di un rallentamento dei cicli economici» descrivono un territorio meno in affanno del sentire comune: un territorio, quello perugino, in cui «le imprese riescono a creare nuova occupazione».
Nel mese in corso, in particolare, le imprese della provincia di Perugia avrebbero programmato 3.050 entrate al lavoro. Un dato superiore del 14,2 per cento rispetto al febbraio 2018 quando le assunzioni programmate furono 2.670. In un anno 380 entrate al lavoro in più. E spostando l’osservazione su base trimestrale, febbraio-aprile 2019, per le imprese in provincia di Perugia Excelsior prevede 10.820 assunzioni: dato in crescita dell’8,9 per cento, ovvero 890 posti di lavoro in più.
«Il fenomeno – si legge in una nota della Camera di commercio – in termini tendenziali dunque vive in territorio positivo, sia alla luce di un confronto tra singolo mese, febbraio 2019 su febbraio 2018, che su base trimestrale, febbraio-aprile 2019 su febbraio-aprile 2018. Di nuovo Mencaroni: «A febbraio e fino a tutto aprile la domanda di lavoro si manterrà su buoni livelli, comunque in crescita rispetto a un anno fa. Una notazione va fatta sulla qualità del lavoro richiesto. A febbraio in corso le entrate al lavoro a tempo indeterminato e di apprendistato, salgono al 30 per cento, sei punti in più rispetto al mese precedente (gennaio 2019). Nel 70 per cento dei casi, invece, si tratterà di lavoro a termine, a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita. In discesa di sei punti su gennaio 2019».
Stabile, al 29 per cento, la quota di lavoro destinata ai giovani sotto i 30 anni, mentre si contraggono al 9 per cento i posti destinati a personale laureato. Battuta d’arresto per le assunzioni di profili high skill (dirigenti, specialisti e tecnici), che si nel mese di febbraio si vedranno assegnati il 16 per cento degli ingressi al lavoro, in calo di sette punti e molto distante da una media nazionale del 21 per cento (cinque punti più alta della nostra).
Chi crea occupazione in provincia di Perugia? «Soprattutto le piccole imprese con meno di 50 dipendenti, che riescono a esprimere il 68 per cento del totale delle entrate al lavoro», si apprende dalla nota. Il settore produttivo in cui è più facile trovare lavoro? «Nel mese in corso il Manifatturiero e Public utilities, che offre 970 posti, il 31,8% del totale mese. Seguono i Servizi alle imprese con 570 entrate, il Commercio 490, i Servizi di alloggio e ristorazione e i Servizi turistici 450, il settore Servizi alle persone 290, il settore delle Costruzioni 280».
Conclude la Cciaa: «Resta su alti livelli il mismatching tra offerta e richiesta di lavoro. In 36 casi su 100 le imprese hanno difficoltà a trovare lavoratori adatti a soddisfare le loro necessità. A febbraio i profili professionali più difficili da reperire sono gli Operai Specializzati e Conduttori di Impianti nelle Industrie Tessili, Abbigliamento e Calzature; gli Operai nelle Attività Metalmeccaniche ed Elettromeccaniche; gli Operai specializzati nell’Edilizia e nella manutenzione degli Edifici. Per trovare questi lavoratori le imprese incontrano difficoltà fino al 68% dei casi».


