Palazzo Murena, sede dell'Università degli studi di Perugia
Palazzo Murena, sede dell'Università degli studi di Perugia

Perugia e il nuovo rettore, è sfida anche per il direttore generale

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Università verso il voto dell’8 maggio. Il moriconiano Tei per la conferma della Bonaceto, Figorilli no, Elisei su Padiglioni, Oliviero propende per un esterno, Cotana e Santambrogio vicini alla Bianconi

di Marco Brunacci

PERUGIA – Battaglia per il nuovo rettore, battaglia anche per il direttore generale. Chi dà forza e gambe ai progetti dei rettori ha un ruolo di primo piano nella prossima campagna elettorale universitaria ed è utile un ripasso delle varie posizioni.

Pronti: il rettore uscente Franco Moriconi ha scelto e incoronato – tra tanti malumori – Tiziana Bonaceto al vertice dell’amministrazione dell’ateneo. La Bonaceto non è solo il direttore generale di oggi ma potrà restare al suo posto per i prossimi tre anni.
Moriconi ha così posto un’ipoteca sull’Università del futuro, ma non lo ha fatto da solo, nonostante questa grande (e ingenerosa e anche un po’ meschina) corsa a prendere adesso le distanze dal rettore uscente. Va ricordato che Senato accademico e Consiglio di amministrazione hanno letto, sottoscritto e approvato.
Tiziana Bonaceto, al di là delle indubbie qualità tecniche, è una visione dell’Ateneo. Non a caso nell’ala moriconiana, il più accreditato dei candidati, Francesco Tei (Agraria) pare convinto della necessità di confermarla comunque alla guida del massimo livello della burocrazia dell’ateneo. È ragionevole immaginare che anche Mazzeschi e Stanghellini non siano lontane da questa linea, ma trattasi di deduzione. Da quei pianeti non arrivano segnali.
A interpretare i segni, invece, risulterebbe su una posizione opposta Franco Elisei, che sarebbe – mancando posizioni ufficiali, condizionale d’obbligo – orientato a cambiare. I tam tam dei corridoi universitari rullano con insistenza e dicono che. in caso di successo di Elisei, Maurizio Padiglioni, altro big della attuale macchina burocratica, avrebbe grandi chance di ascendere all’over the top.

E gli altri candidati rettore? Maurizio Oliviero, che va considerato il front runner di questa tornata elettorale, lanciato com’è a spiegare i suoi progetti più ecumenici possibili, non si sofferma e tira dritto. Anche se non da ora, quando discute con i più stretti collaboratori, racconta che non vedrebbe male una bella gara di cervelli per far arrivare a Perugia un direttore da fuori del ristretto ambito locale.
Un’idea ancora diversa pare abbia il candidato più inquieto dell’attuale griglia di partenza: Franco Cotana, il quale ha tra i suoi sostenitori più appassionati Franco Bianconi. Una vulgata riferisce – ma sarà poi vero? – che in caso di un suo successo sarebbe un’altra Bianconi, Antonella – punta di diamante dello schieramento amministrativo universitario attuale, il nome della quale uscì fuori quando fu scelto invece De Paolis come direttore generale – a diventare favorita per la direzione generale.
Secondo alcuni osservatori anche il più a sinistra dei candidati, Ambrogio Santambrogio, potrebbe essere vicino a questa idea, facendo così salire le quotazioni della Bianconi.
Da quel che viene riferito da rumors assordanti, invece, la posizione di Fabrizio Figorilli sarebbe meno sfumata. Sarebbe qualcosa del tipo: alla direzione generale tutti tranne la Bonaceto.

Come si vede una battaglia nella battaglia per il top dell’amministrazione, mentre per la verità nessuno dei candidati dedica più di tanto alla campagna elettorale presso gli altri amministrativi. Per altro il meccanismo del voto ponderato è crudele: convinci 10 e prendi un consenso solo. E in tutto ci sono appena cento voti in palio. Per questo il ruolo del sindacato non è cruciale, anche se la Cgil – la più interventista tra i confederali – viene data in grande movimento alle latitudini del candidato Santambrogio. Ma forse per una volta il sindacato dovrebbe prendere lezioni dalla politica, la quale ha deciso – un po’ per scelta, un po’ per intrinseca debolezza – di restare fuori dalla porta in queste elezioni.

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