Manifestazione per il lavoro. Repertorio (foto romanoprodi.it)
Manifestazione per il lavoro. Repertorio (foto romanoprodi.it)

Lavoro, in Umbria aumenta solo quello autonomo

Qualità peggiore e decremento dei dipendenti: i dati per il 2018 di Mario Bravi (Ires Cgil)

di Mario Bravi*
(riceviamo e pubblichiamo)

PERUGIA – Dai dati recentissimi elaborati dall’ISTAT viene confermata la valutazione critica che più volte come IRES-CGIL dell’Umbria abbiamo espresso per quanto riguarda l’andamento del mercato del lavoro nella nostra regione.
Infatti, se dai dati dell’INPS emerge che nel corso del 2018 sono aumentati i contratti di lavoro, la qualità è in costante peggioramento, tant’è che solo il 19,8% dei nuovi rapporti è a tempo indeterminato. L’ISTAT, invece, con il quadro definitivo sui posti di lavoro in Umbria, evidenzia una contrazione del lavoro dipendente e un aumento del lavoro autonomo (un gioco a somma zero). In sostanza, il lavoro che c’è peggiora in qualità e da un punto di vista quantitativo è sostanzialmente fermo.
Vediamo i dati che abbiamo elaborato a partire dall’ISTAT.
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Queste tabelle sono molto indicative e mettono in evidenza la sofferenza che permane nel mondo del lavoro. Una situazione che richiede senza dubbio un’inversione di tendenza nelle politiche economiche e sociali. Risulta evidente che il cosiddetto” decreto dignità” non ha migliorato le condizioni reali delle persone così come è evidente il “fallimento” del “Jobsact”.
Nel rapporto Istat c’è un dato significativo (tra i tanti) che riguarda la nostra regione: dal 2008 ad oggi il tasso di occupazione è sceso del 2,3%. Dati evidenti che richiedono una rapida e decisa inversione di marcia.

*presidente Ires Cgil Umbria

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