POLE POLITIK | Braccio di ferro tra zingarettiani e maggioranza dell’assemblea regionale. Intanto è buio pesto per chi corre in Regione, con soltanto Sbarra ad avere il curriculum richiesto (almeno a parole)
di Marco Brunacci
UMBRIA – Lo scontro tra zingarettiani e non zingarettiani sta raggiungendo nel Pd umbro il livello atteso di bollore. Il latte è pronto per versarsi sul fuoco. Così alla forzatura del commissario Verini, con gli stati generali di domani convocati insieme all’inviato della segreteria nazionale Orlando, ha risposto quella della maggioranza dell’assemblea regionale del Pd (fieramente antizingarettiana) che chiarisce una volta per tutte che qui lo scontro è politico. Non di bon ton, non di piccole regole di comportamento.
In un quadro di questo genere, fa impressione come sullo sfondo scorrano così tali e tanti candidati a governatore di un centrosinistra al momento decisamente sfavorito per le prossime regionali di novembre. Da Mauro Agostini, da Sviluppumbria con furore, un grande futuro dietro le spalle, al mitico professor Ferrucci, che si fa fatica a capire perchè noto politicamente solo per una sorta di “gran rifiuto postumo” – ha detto di no all’Adisu ma solo dopo averla governata su indicazione della giunta regionale – da Camilla Laureti, che attende che il mondo ripassi dove era rimasto alla fine delle elezioni europee, all’esplosivo sindaco-presidente di Provincia Bacchetta, che però, non solo è socialista, ma ha anche avuto tanto e di più, fino a Fora, leader di Confcooperative, le cooperative bianche, le quali sono rappresentate al massimo livello già nella giunta di centrodestra di Romizi, con la assessora di punta Cicchi.
In verità un candidato che garantisce quello che tutti i dirigenti del Pd chiedono a voce, e qualche volta per iscritto, ma è dura capire se lo vogliano davvero, sarebbe il segretario regionale Cisl, Ulderico Sbarra, candidato a bassissima intensità, visto che non più di 3 o 4 si sono fatti avanti sul suo nome. Ma se il Pd volesse davvero uno che dia un segnale di rottura col passato ce l’hanno in casa. Di sicuro, Sbarra è quello della lotta ai vitalizi, prima che i grillini ne facessero un utile grimaldello per entrare nelle stanze del potere. In quanto a critiche al modello di sviluppo umbro e richieste di discontinuità, lo Sbarra ha inondato di fiumi di inchiostro, non essendo uno sintetico, stock di extrastrong. Ma il problema è capire da che parte vuol girarsi il Pd. Dalla riunione con Orlando si riuscirà a intuire? Forse è troppo presto.
almeno l’occasione per sentire la voce di Anna Ascani e dei renziani? Mah. Per certo i firmatari del documento dei 104 parleranno. E Verini – prigioniero a questo punto di Zingaretti – farà inutilmente appello all’unità. Quindi un round perso per capire come finisce il match. Con il dubbio amletico di quale candidato governatore regionale vorrà mai il Pd post Marini, col poco tempo che rimane.


