Elezioni, la “grande” coalizione umbra prende forma, ma c’è il rischio che sia solo “grossa”

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il capolavoro tattico di Verini (Pd): ha imposto Fora candidato per il centrosinistra in Regione, quindi gli ha costruito un esercito. Dopo i socialisti, anche i Civici di sinistra entrano in cambio di pochi posti. E i M5s sono pronti. Ora però serve una strategia

di Marco Brunacci

PERUGIA – Walter Verini, commissario straordinario del Pd umbro e parlamentare, ha avuto il merito di essere stato chiarissimo nella conduzione della campagna verso le regionali.

Prima ha individuato il candidato (Fora, presidente di Confcooperative), poi lo ha portato, sulle picche e sulle spade, dentro le assemblee agitate democrat fino a farne il candidato ufficiale senza se e senza ma. Poi ha pensato a costruirgli intorno la coalizione (magari “costruendo la casa partendo dal tetto”, secondo la critica del sindaco Pd di Gualdo, Presciutti, inascoltato Don Chicotte dell’Appennino). Prima ha trattato con i socialisti, Bacchetta e Stirati, i quali hanno quasi subito abbassato le pretese, limitando le richieste di posti nelle liste. Ora ha annunciato che i Civici di sinistra saranno della partita. E giocheranno nella squadra del Pd e di Fora. Il sacrificio è minimo. Servono altri 3-4 posti, per altro che non garantiscono affatto l’elezione, per i nomi più in vista dello schieramento degli e contestatori deL potere democrat ma da sinistra. Non si sa se l’ala dei duri e puri dei Civici avrà un sussulto, ma al momento non sembra proprio. Invece il gran progetto di Verini potrebbe terminare con l’inglobamento nella coalizione dei Cinquestelle – li ha di nuovo invitati a farne parte e si immagina che prima di sbilanciarsi così li avrà sentiti e li avrà trovati disponibili – o con una pomposa cerimonia di affiliazione oppure con almeno una qualche dimenticanza a presentare le liste da parte dei grillini umbri. La lucidità dell’operazione è da rimarcare. Il clima nazionale ha reso tutto più facile. Non solo il clima nazionale è cambiato, ma l’accelerazione definitiva del nuovo governo italiano è arrivata dal cambiamento del clima internazionale.

L’endorsement – raramente ce n’è stato uno più esplicito – a favore di Conte e del nuovo governo italiano da parte del presidente Usa Trump aiuta molto i nuovi equilibri e il nascente ampio schieramento. Naturalmente non aiuta a capire con esattezza quale sarà la linea politica della nuova grande squadra e questo potrebbe provocare qualche problema di comunicazione con gli elettori, che per altro sono molto volatili in questo frangente della vita pubblica italiana.Quindi il centrodestra in questo momento da favorito ragionevolmente potrebbe essere considerato di nuovo come costretto a inseguire. Per altro il tutti contro ticket Tesei-Squarta da una parte è una forza, dall’altra però può diventare anche un boomerang se il messaggio che arriva alla gente – e qui parliamo solo di livello locale, umbro – non è convincente. La “grande” coalizione realizzata potrebbe diventare solo una “grossa” coalizione, impacciata nel muoversi. Verini – con quelli che lavorano con lui, come Marina Sereni – è stato esemplare nella tattica, ora, per garantirsi la vittoria e mantenere a sinistra la Regione oltre i 70 anni già passati, serve passare alla strategia. Con tempi che corrono, con le tante stelle comete che solcano i cieli della politica, potrebbe bastarne anche soltanto un briciolo. Però ci vuole.

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