Domani – 25 settembre – la campagna #StopCiboAnonimo di Coldiretti
UMBRIA – Coldiretti Umbria torna in piazza. Lo farà domani 25 settembre, in oltre 20 comuni umbri, con appositi banchetti dove i cittadini potranno scegliere di aderire all’iniziativa #StopCiboAnonimo: “Eat original! Unmask your food” (Mangia originale, smaschera il tuo cibo).
Arriva infatti al rush finale la petizione promossa da Coldiretti per chiedere alla Commissione europea di estendere l’obbligo di indicare l’origine in etichetta a tutti gli alimenti assieme ad altre organizzazioni europee, dalla Fnsea il maggior sindacato agricolo francese a Solidarnosc, storico sindacato polacco. Si tratta di un vero e proprio fronte europeo per la trasparenza che punta a raccogliere un milione di firme in almeno 7 Paesi dell’Unione entro il 2 ottobre prossimo.
«Un’opportunità – spiega Mario Rossi Direttore Coldiretti Umbria – per sostenere l’agricoltura, i suoi produttori e la trasparenza che merita il vero cibo italiano affinché il Parlamento Europeo possa legiferare e tutelarne l’originalità. In questi ultimi giorni ci appelleremo ancora a tutti cittadini umbri per fermare il cibo falso e proteggere la salute, tutelare l’economia, bloccare le speculazioni e difendere l’agricoltura italiana».
«Nonostante i passi in avanti sul tema – ricorda il presidente regionale Coldiretti, Albano Agabiti – permangono ancora ampie zone d’ombra e ogni giorno rischiano di finire nel piatto alimenti di bassa qualità e origine incerta che mettono a rischio la salute, come dimostrano i ripetuti allarmi alimentari che si propagano rapidamente a livello planetario per la mancanza di trasparenza. Non è un caso che 9 italiani su 10 ritengano importante per la sicurezza alimentare proprio il fatto di conoscere la provenienza del cibo che consumano. L’indicazione di origine permette di contrastare le imitazioni, prevenire le falsificazioni e le pratiche commerciali sleali che danneggiano la nostra economia».
L’obbligo della provenienza in etichetta varrebbe per tutti gli alimenti trasformati e non trasformati in circolazione nell’Ue, senza deroghe per i marchi registrati e le indicazioni geografiche su tutti i prodotti in commercio. «La petizione – conclude Coldiretti – chiede infine di migliorare la coerenza delle etichette, inserendo informazioni comuni nell’intera Unione circa la produzione e i metodi di trasformazione, al fine di garantire la trasparenza in tutta la catena alimentare».


