Umbria, terreni sott’acqua e strade allagate. L’allarme: «Danni all’agricoltura»

La testimonianza degli agricoltori, la denuncia di Coldiretti

di Coldiretti Umbria
(riceviamo e pubblichiamo)

UMBRIA – L’autunno è iniziato all’insegna del maltempo con forti piogge e sporadiche grandinate che hanno colpito con varia intensità diverse zone dell’Umbria, causando danni e disagi anche al settore agricolo. Abbiamo raccolto le prime segnalazioni da parte degli agricoltori, che lamentano l’impraticabilità di strade rurali, terreni e sentieri, ma anche danni alle strutture aziendali a cominciare dall’allagamento di alcune stalle. Il maltempo di ieri ha picchiato duro sia in provincia di Perugia che in quella di Terni, causando frane e smottamenti ed ulteriori pesanti difficoltà anche ad alcuni allevamenti nelle zone terremotate.

È il caso dell’azienda Reali Claudio di Monteleone di Spoleto dove il tunnel che ospita centinaia di pecore e agnellini si è allagato. Una sistemazione temporanea del dopo sisma già di per se difficoltosa e non il massimo dell’efficienza – riferiscono dall’azienda – che ieri è stata inondata dalla pioggia: ora la preoccupazione è per il ricovero degli animali che comunque giornalmente devono essere munti.

«Un’altra testimonianza arriva dal Comune di Ferentillo, frazione Macenano: le difficoltà maggiori – spiega Michele Filipponi, dell’azienda Scorsolini Maria Rita e Filipponi Giuseppe – sono legate alla viabilità e agli allagamenti tutt’intorno all’azienda dove siamo al lavoro per far defluire l’acqua caduta ieri in modo violento e per il ripristino della normalità». I fenomeni accaduti sono una conferma dei cambiamenti climatici in atto che si manifestano con forti eventi con il rapido passaggio dalla siccità all’alluvione, precipitazioni brevi e violente accompagnate anche da grandine.

Nel nostro Paese l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, tanto da aver condizionato nell’ultimo decennio la redditività del settore agricolo, con le perdite di raccolti dovute a calamità naturali che hanno assunto un carattere ricorrente. Il risultato è una perdita da 14 miliardi di euro in un decennio per l’agricoltura italiana, tra danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne e perdite della produzione agricola.

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