POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | «Per la salute pronti ad affrontare l’emergenza, per l’economia iniziamo ascoltando le associazioni». «Subito al lavoro per non perdere la stagione turistica pasquale». «Non ripetere gli errori del sisma 2016, diffondendo l’immagine di un’Umbria terra della paura»
di Marco Brunacci
PERUGIA – L’ordinanza della Regione Umbria per combattere il coronavirus è nota. L’emergenza non è sottovalutata, tutti siamo ai posti di combattimenti.
Negli ospedali umbri sono state predisposte le strutture necessarie per casi che al momento non ci sono e speriamo che non ci siano né ora né mai. Niente sarà lasciato al caso, la mobilitazione è generale. Sperando sempre che all’Umbria sia riservato un friccico di buona sorte. Fin qui niente di nuovo. Ma valeva la pena ascoltare la lunga e dettaglia informativa sulle misure anticoronavirus della governatrice Donatella Tesei per un paio di passaggi che danno un senso preciso, e non solo di obbligo istituzionale, al suo intervento.
Dice Tesei, interrompendo d’un tratto il tono piano dell’informativa burocratica, elevando insieme hertz e decibel, all’improvviso ruvida, da donna (lo ha detto di lei) di montagna, quasi gridando, poco meno che minacciosa: «Io ho voluto seguire personalmente e fin dall’inizio ogni passo di questa emergenza, mi assumo tutte le responsabilità e ne rispondo».
Visto che al mondo c’è una scienza che studia il livello e la qualità dei toni dei discorsi dei leader e li lega ai significati anche reconditi, ecco pronta la traduzione: piantatela con questo insensato derby Umbria-Veneto, dove all’assessore alla sanità umbro viene rimproverato di non essere nato a Castiglion della Valle e di far ritorno (magari un po’ spesso) alla terra Natale, e viene considerata una colpa l’aver portato in Umbria il direttore generale della Asl con le migliori performance attestate dai governi di ogni colore e sancite pure con bolla pontificia. Rispondo di tutto io. Andiamo avanti, senza furbizie e trucchi, magari legittimi in altre frangenti ma non in questi.
Dal primo al secondo momento rilevato dai sensori audio, un passaggio del discorso andante mosso, però con moto ondoso calante, per finire con accenti perfino suadenti, per quel che può riuscire suadente a una donna (lo ha detto lei) di montagna. Allora, ancora Tesei: «Io, in questo momento in cui non ci nascondiamo le difficoltà, voglio lavorare insieme al governo nazionale – che ora è il governo mio e vostro – e a tutti gli umbri, alla maggioranza come all’opposizione. Il messaggio che voglio lasciare è quello della necessità dell’unità. E’ il momento per ascoltare e per prendere decisioni dopo aver ascoltato. Abbiamo un compito molto delicato, lavorare insieme è il modo per essere all’altezza della sfida».
Le onde sonore già qui finiscono dolci sul bagnasciuga: «Dobbiamo prendere tutte le iniziative per salvaguardare la salute dei nostri concittadini e nel contempo già pensare a come gestire il dopo di questa emergenza che ci auguriamo sia la più breve possibile». Le onde sonore tornano a incresparsi: «Dobbiamo gestire una comunicazione che non ripeta i fatali errori del dopo terremoto del 2016, quando si è data l’immagine di una regione dove regnava la paura e si era in balia della natura». Poi, per dare un senso e concretezza all’impegno comune, punta il dito su quel che c’è subito da fare: «Dobbiamo fin da ora salvare la stagione del turismo umbro, che ha il suo top proprio nel periodo della Pasqua, dobbiamo stare vicini in ogni maniera ai nostri operatori turistici, alle nostre imprese che hanno guai che si aggiungono a guai per questa situazione improvvisa».
Poco dopo, parlando in sala, prometterà: «Ascolteremo tutti, io e gli assessori lavoreremo con le associazioni, gli strumenti che possiamo mettere in campo li metteremo, altri li chiederemo al governo nazionale, ma si comincia da qui: questo deve essere il momento dell’unità». E si capisce al volo che la sua offerta, per maggioranza e opposizione, non è dettata dallo smarrimento o dalla debolezza ma dalla consapevolezza.
Questo è il messaggio della governatrice Tesei, tono su tono. Prendere o lasciare? Ora la palla ufficialmente passa nell’altra metà del campo. Si attendono altrettante assunzioni di responsabilità di oppositori, antipatizzanti o magari anche di simpatizzanti tiepidi o perplessi. Sapendo che la scelta va fatta, in situazioni di questo genere, avendo in mente l’esclusivo interesse dell’Umbria.


