Regione, numeri choc e proposte: «Serve un miliardo per salvare l’Umbria e si deve partire subito»

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | La governatrice Tesei: «Contro una crisi così non si può attendere: combattere la battaglia per la salute insieme a quella per l’economia». Stop tributi, Cigs estesa a tutti, linee di credito per le imprese, assunzioni in sanità, deroghe per gli appalti

di Marco Brunacci

PERUGIA – Sì va bene, tutti pensano alla salute. Ma la presidente della Regione, Donatella Tesei, si è portata avanti con i compiti. Dopo il conto (salato e in divenire) della salute, ecco quello dell’economia.

«Serve un miliardo di euro – ha detto Tesei – per rimettere in piedi l’Umbria». E lo scenario è in fondo neanche pessimistico: parla di 3 mesi di flash-crash, la crisi improvvisa e fatale (con almeno sei mesi necessari per superare lo choc e ripartire). Il che vuol dire una ipotesi di due mesi per superare l’epidemia e iniziare il ritorno a una normalità di massima. E in molti, tra gli esperti, già così sarebbero contenti.

Quelli infilati nel discorso davanti all’Assemblea legislativa dalla Tesei non sono numeri a caso, catalogo dei sogni, ipotesi in libertà. Si tratta di un piccolo trattato, pronto per il Governo nazionale, per le parti sociali e per chiunque sarà chiamato a ricucire gli strappi già fatti a colpi di maglio dal coronavirus all’economia della piccola Umbria come del grande Paese. La tesi sul quale si fonda è che si deve intervenire subito, dilazionare nel tempo gli interventi sarebbe come pensare di poter rianimare un cadavere.

Cosa ci mette l’Umbria

La Regione porta gli archi e le frecce, fucili e cannoni li deve far tuonare il Governo centrale, dopo aver chiesto collaborazione all’Europa. Ma le frecce almeno sono acuminate. Intanto 21,5 milioni per la Cassa integrazione (Cigs), quindi la rimodulazione dei fondi comunitari, 31 milioni più altri 10, che è già effettuata e che proseguirà. Poi: la proroga dei termini previsti dai bandi di finanziamento e uno studio con Gepafin di un fondo speciale di garanzia per sostenere linee finanziarie a breve termine per le imprese. E, infine, subito dopo la crisi, un poderoso piano di comunicazione internazionale già pronto e con fondi stanziati per il rilancio del nostro turismo.

La parte del governo

Cosa ci metterà il Governo? Risorse per dare forza e gambe alle proposte (già accettate) dell’Umbria. Quindi, primo: Cigs in deroga fino alla fine dell’anno per tutti i lavoratori compresi co.co.co,, autonomi, agenti e a chiamata. Due: una linea di liquidità speciale per le aziende a 6 mesi garantita dal Fondo centrale di garanzia. Tre: contributi e indennizzi per le imprese Tax free. Quattro: rinvio per 12 mesi di tutti i tributi da versare fino a fine emergenza con la salvaguardia per il bilancio dei Comuni nel caso dell’Imu. Cinque: riduzione del cofinanziamento comunitario 2021.2027. Sei: fondi di contabilità speciale governativa per l’acquisto di attrezzature per sanità e protezione civile. Sette: sblocco immediato di tutti i vincoli alle assunzioni di personale sanitario a tempo determinato per contratti a 12 mesi (autorizzati 6).

Quello che ancora manca

La Tesei continua a chiedere al Governo: 1) la moratoria banche di almeno 6 mesi per tutti i mutui e prestiti;.2) deroghe immediate al codice degli appalti per permettere l’intervento pubblico in tempi coerenti con l’emergenza; 3) infine il rinvio della plastic tax. È una roba da economia di guerra. Esattamente quella che stiamo combattendo. Né più, né meno.

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