POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Stanziamenti per la sanità. Rinvii al 30 maggio per i versamenti dei tributi (poi 5 rate dilazionate). Mancano 30 milioni nel fondo per i lavoratori umbri. Solo 500 euro una tantum a liberi professionisti e collaboratori
di Marco Brunacci
PERUGIA – La domenica della presidente Donatella Tesei è stato una giornata di confronto, anche cruento. Servono respiratori, in Umbria come altrove, in vista di peggioramenti della situazione sanitaria, e qualche finanziamento subito in più per far fronte alla situazione economica. Per ottenere il risultato ha anche cercato alleanze con altri leader regionali, con qualche successo.
L’Umbria, in attesa che l’iter finisca, ha però già sottolineato con la matita blu alcuni aspetti dell’ultima bozza che circola del decreto economico del governo per l’emergenza coronavirus. L’impressione è che la struttura sia un po’ fragile. Quello che manca di sicuro – si dice qui – sono gli aiuti alle micro imprese sotto 5 dipendenti, agli artigiani e alle partite Iva (a meno che non ci si ripensi all’ultimo momento). Va meglio invece – per giudizio unanime – su banche e rinegoziazione dei mutui (anche se poi la nuova liquidità passa dal 15 al 10%). Ma qui l’interlocutore, con lo Stato garante, diventa il sistema bancario.
Non passa invece il principio per cui, in emergenza nazionale, possa essere derogato il codice degli appalti per sveltire le nuove opere utili a dare ossigeno all’economia (e qui ce ne sarà davvero bisogno visto che la previsione del decreto dice che il tempo dell’emergenza sanitaria sarà almeno fino al 30 giugno). Non va dimenticato comunque che il decreto economico è per quasi la metà dedicato alla sanità, nuovi fondi che permettano di acquistare materiali come respiratori e mascherine e permettere la realizzazione di nuovi posti di terapia intensiva. Insieme, la possibilità di fare contratti a termine per altri medici e personale sanitario.
Tornando all’economia: come si accennava su Cityjournal, uno degli aspetti considerati più deludenti è quello della durata della concessione della Cassa integrazione per tutti. La misura – sacrosanta – vale soltanto per 9 settimane. Nulla rispetto anche agli scenari più ottimistici della risoluzione della crisi (per non contare quelli catastrofisti). Ma le risorse destinate a questo punto sarebbero, secondo l’ultima bozza che sta circolando, solo 3,293 miliardi di euro. Diciamo “solo” perché una previsione di questo genere prevederebbe uno stanziamento per l’Umbria pari a 50 milioni circa. Come dire: mancherebbero 30 milioni per poter applicare la normativa correttamente a tutti coloro che presumibilmente la richiederanno.
Deludente anche la concessione di una identità una tantum a favore di liberi professionisti e collaboratori che è una cifra una tantum e di appena 500 euro. Stessa cosa per i lavoratori agricoli e stagionali del turismo. Per i tributi e i versamenti, invece, infine, notizie positive: il rinvio è al 31 maggio e poi ci sarà il dilazionamento in 5 rate. Interessante anche il miliardo in più come dotazione aggiuntiva al Fondo di garanzia per le PMI.


