Residents wearing respiratory mask wait to be given access to shop in a supermarket in small groups of forty people on February 23, 2020 in the small Italian town of Casalpusterlengo, under the shadow of a new coronavirus outbreak, as Italy took drastic containment steps as worldwide fears over the epidemic spiralled. (Photo by Miguel MEDINA / AFP) (Photo by MIGUEL MEDINA/AFP via Getty Images)

Cosa potremo fare (e non fare) il 4 maggio? Dai negozi ai bar, dai bimbi agli anziani, ecco il modello Umbria

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Se al tavolo nazionale passano – come probabile –  le proposte umbre, si torna tutti insieme al lavoro e si esce con mascherine e guanti. Gli steward e i termoscanner. Il divieto di assembramento, con limiti di buon senso anche in famiglia

di Marco Brunacci

PERUGIA – Sui provvedimenti economici della Regione per l’Umbria dobbiamo tornare, ma non ora. Adesso pronti invece a prendere nota: così si ripartirà tutti noi, il 4 maggio, se passano, come al momento è probabile, le proposte dell’Umbria al tavolo della task force Colao e del Governo nazionale.

Pronti. Sono le 8 di mattina del 4 maggio 2020. In Umbria si può uscire discretamente sereni perché il coronavirus è stato arginato per quel che si può, ma è un nemico infido e malevolo, qualche volta si presenta come il dr Jekyll e sembra niente ma se decide che arriva nelle vesti di mr Hyde sono guai. E allora si riparte così.

LA NUOVA VITA IN FAMIGLIA
Tutti noi possiamo finalmente uscire di casa. Dovremmo avere una autocertificazione, ma con nuove domande, e magari abbiamo appena scaricato una app (volontariamente). Se danno retta all’Umbria non ci saranno distinzioni di età, ma solo inviti ad anziani e persone con sindromi che espongono a rischi elevati a proteggersi, uscendo, in questa Fase 2, il meno possibile.
Quindi tutti possono salire dal vicino di casa. Tutti tornare dalla mamma o dal figlio o dai nipotini. Ma attenti ancora alle raccomandazioni perché ne va della salute e come sanzione si torna al lockdown.
Allora: sempre le mascherine, sui guanti vediamo, si decide all’ultimo momento, ma non sarà affatto male averli, sempre che non ci si tocchi il viso quando sono sporchi.
Poi: distanze di sicurezza: anche in casa? Nei limiti del buon senso, ma un po’ di attenzione viene raccomandata.
Torneremo a uscire, quando si rientra subito lavarsi le mani con prodotti igienizzanti a base di alcol, meno abbracci, più affetto senza manifestazioni esuberanti.
La sera facciamo la cena tutti insieme con parenti o amici? Mah, le disposizione del divieto di assembramenti valgono anche in famiglia. Niente grigliata in soffitta, niente feste affollate di nessun genere. Una cena con qualche parente o amico, un piccolissimo gruppo per volta. Questa è la Fase 2, convivenza col virus.

IL LAVORO, CIAK SI RIPARTE
Si va al lavoro: il modello Umbria ha le sue 5 regole chiare e tutto dovrebbe filare verso questa questa normalità così poco normale. Tutte le aziende che rispettano le 5 regole possono riaprire. Vale per la manifattura di ogni genere fino all’edilizia. Riassumendo: mascherine, guanti e tutti i dpi che servono. Termoscanner alla porta. Distanziamento sociale per poter lavorare. Tamponi e screening. Accordo col sindacato.
Per gli uffici, valgono le stesse regole. Ma con un’attenzione particolare agli orari. Potrebbero essere spalmati sull’intera durata della giornata e fino a sera per abolire proprio il concetto stesso di orario di punta.

LA VITA SOCIALE. I NEGOZI
Ore 9 del 4 maggio: si va sul corso delle città umbre, felici della ritrovata libertà. Con mascherina, sempre o ovunque, probabilmente guanti, rispettando con rigore il principio del distanziamento sociale, pena l’intervento della forza pubblica, si può finalmente arrivare ai negozi. Tutti aperti, secondo il modello Umbria. Ma con le regole del modello medesimo: commessi con la mascherina, termoscanner alla porta per misurare la temperatura corporea dei clienti. Tutti in fila, in attesa del proprio turno,1,81 metri l’uno dall’altro. Dentro al negozio solo i commessi e il numero di clienti proporzionato allo spazio.
Se immaginiamo un supermercato o un centro commerciale dobbiamo aggiungere a queste misure di sicurezza anche la presenza di uno steward che controlli in ogni momento che sia rispettato il numero massimo di persone presenti e le distanze.

LA VITA SOCIALE. I BAR E I RISTORANTI
L’Umbria chiede che bar e ristoranti riaprano subito, insieme ai negozi, e con la ripresa della vita sociale. In che modo? Per i bar usando lo spazio esterno. Tavolini lontani due metri l’uno dall’altro. Tutti con la mascherina. Quando arriva al tavolino il caffè con la brioche, il cliente si toglie la mascherina ma il commesso è già lontano. Niente servizio al bancone. Qualche paratia in plexiglass tra i tavoli? Non obbligatoria, ma perché no?
Discorso più complicato per i ristoranti, ma il modello Umbria li vuole da subito aperti ma, nella Fase 2, in modalità asporto e delivery. Del delivery si sa tutto: si ordina dal telefono o da internet e la cena arriva a casa. Ma l’asporto è il cambio di passo della Fase 2. Per appuntamento, il cliente passa alla porta del ristorante, prende quello che ha ordinato (magari anche quello che hanno ordinato i suoi colleghi di lavoro) e va a consumarlo sul posto di lavoro o lo porta a casa per la pausa pranzo. Stessa cosa vale per la sera, anche se è prevedibile che ci sarà meno lavoro.
Il ristorante aperto in modalità normale, con il distanziamento sociale, con due metri tra un tavolo e l’altro e magari anche il plexiglass, vale solo per la Fase 3, non prima.

COSA POSSONO FARE I BAMBINI
Bisogna recuperare, con attenzione a rispettare i numeri, l’uso dei parchi. I Comuni si impegnano a sanificazioni massicce. I genitori a evitare che troppi bambini stiano insieme.
Non riaprono, in questo schema, le scuole ma neanche gli asili nido. La richiesta fatta dalla presidente Tesei al tavolo del Governo nazionale, invece, prevede una normativa precisa, fin da subito, per i campi estivi, che potrebbero diventare operativi da giugno o anche prima. Molti campi, con pochi partecipanti e tante garanzie. Personale con i dispositivi di sicurezza, un medico a controllare.

CHI NON RIAPRE (ESTETISTE NO, PARRUCCHIERI Sì)
Non riaprono pub e discoteche. No ai cinema. Niente concerti o feste. Niente assembramenti né davanti ai bar, né nei parchi, né in strada. Non riaprono le estetiste, invece tornerebbero a lavorare, se passa il modello Umbria, i parrucchieri. Bardati come palombari, ma al lavoro.

E SUL REBUS TRASPORTI L’UMBRIA HA UN VANTAGGIO
Per autobus e minimetrò sapete quale è il vantaggio dell’Umbria? Che sono davvero in pochi a farne uso. Ma se il Governo pretende l’aumento delle corse, avendo la Giunta precedente lasciato 16 milioni da coprire, l’unica possibilità è che il Governo metta mano al portafogli e aggiunga milioni al Fondo trasporti.

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