I provvedimenti del questore: «Segnalate. Potete farlo anche tramite l’app YouPol»
PERUGIA – Che le misure di contenimento del coronavirus, e in particolare l’obbligo di restare in casa, potesse portare a convivenze forzate “scomode”, con il forte rischio di esacerbare situazioni familiari già compromesse, lo avevano denunciato, da più parti, associazioni e operatori sociali. Siamo tenuti a restare il più possibile Consideriamo casa un posto sicuro, un rifugio che tiene fuori il pericolo del contagio ma, in alcuni casi, può determinare l’aumento del rischio di violenze domestiche ai danni di donne e bambini, le vittime più vulnerabili.
Un rischio concreto. Che le forze dell’ordine sembra non vogliano sottovalutare. Negli ultimi 30 giorni, la questura di Perugia ha emesso 6 ammonimenti per atti persecutori a carico di «cittadini italiani e stranieri – scrive la questura in una nota – che avevano posto in essere ripetute condotte moleste e minacciose nei confronti delle ex-partner, mossi dalla mancata accettazione della fine della relazione sentimentale» E 1 ammonimento per violenza domestica, a carico di «un uomo di 48 anni resosi responsabile di azioni violente nei confronti della coniuge la quale, sebbene aveva già da tempo avviato l’iter per ottenere la separazione consensuale, questa di fatto veniva osteggiata dal marito e per tale motivo la convivenza era ancora in essere.
Infine, è di qualche giorno fa l’esecuzione di allontanamento dalla casa coniugale, nonché al divieto di avvicinamento alla ex moglie ed ai propri figli, a carico di un cinquantunenne che, prosegue la questura, «non accettando la fine della relazione coniugale ha, in maniera reiterata e continuativa, minacciato la ex moglie ed i figli rendendosi responsabile di ripetute violazioni degli ordini di protezione, con telefonate moleste e insulti. Poiché tali episodi nell’ultimo periodo erano gravemente degenerati, nonostante i divieti imposti dal Tribunale per i Minorenni e dal tribunale Ordinario a seguito delle denunce della ex moglie, il Gip, all’esito dell’attività d’indagine, ha disposto l’ordinanza di divieto di avvicinamento».
Per segnalare episodi di violenza e richiedere l’aiuto della polizia, ricorda sempre la questura, si può usare l’app (originariamente creata per contrastare sspaccio e bullismo) YouPol, il cui impiego è stato appunto esteso anche ad altra serie di reati. «YouPol garantisce la possibilità, anche in forma anonima, di trasmettere in tempo reale messaggi ed immagini agli operatori della sala operativa che potranno disporre le modalità più corrette di intervento. YouPol garantisce, oltre alla massima accessibilità al pronto intervento della Polizia di Stato per una vasta tipologia di reati, ma in particolare per fenomeni di bullismo, droga e da quest’anno anche per fenomeni di violenza domestica, anche un alto livello di discrezionalità e riservatezza».
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