«Taglio boschi, riprenda l’attività: necessaria al 50& degli umbri»

Gli appelli dell’assessore regionale all’Agricoltura Roberto Morroni e dei senatori della Lega

PERUGIA – Dopo l’appello dei senatori della Lega Gian Marco Centinaio, Luca Briziarelli e Gianpaolo Vallardi al governo, anche l’assessore regionale all’Agricoltura e all’Ambiente Roberto Morroni ha scritto al ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova, e per conoscenza al ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, per chiedere la ripresa dell’attività di selvicoltura e utilizzo di aree forestali (codice ATECO 02), attualmente ferme in conseguenza delle misure contro il contagio da Coronavirus (introdotte con il DPCM del 22 marzo 2020, modificato con il DM del 25 marzo 2020).

«Pur condividendo la necessità di ridurre al minimo indispensabile la circolazione e il contatto fra le persone soprattutto nella prima fase emergenziale – scrive l’Assessore alla Ministra nella lettera inviata oggi – mi preme evidenziare come il perdurare del blocco delle attività di taglio del bosco, tenuto conto della stagionalità degli interventi, può determinare serie ripercussioni sulla capacità di approvvigionamento nel prossimo autunno-inverno di una fonte di combustibile come la legna che, oltre ad essere una risorsa energetica totalmente rinnovabile e ad effetto neutro sulla concentrazione di anidride carbonica, è ampiamente utilizzata per il riscaldamento da circa il 50% delle famiglie umbre».

Per Morroni, la mancata disponibilità di legna lascerà spazio all’approvvigionamento dall’estero, con effetti negativi su un settore importante per l’economia e la corretta gestione del territorio. Da considerare, inoltre, che il settore del trasporto e quello del commercio all’ingrosso di combustibili per riscaldamento (codice ATECO 46.71) non sono stati sospesi. L’Assessore regionale all’agricoltura ritiene che «l’approvvigionamento di combustibili legnosi rivesta particolare rilevanza e strategicità a livello nazionale considerato, peraltro, che il lavoro in bosco si svolge principalmente all’aria aperta e con il mantenimento di rilevanti distanze fra i singoli operatori». Morroni auspica pertanto che tale richiesta venga accolta dal Governo e che l’attività venga reinserita a pieno titolo fra quelle già autorizzate e attive.

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