POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | La strategia del ministro “a doppia mandata”, Boccia, del dicastero alle Chiusure, è sempre quella di bloccare tutto fino al 18. Ma stavolta si prova a fare sul serio nonostante la debolezza di artigiani e commercianti sui quali si infierisce
di Marco Brunacci
PERUGIA – Le linee guida dell’Inail devono essere disponibili entro mercoledì. Mentre entro domani deve esserci l’incontro tra Regioni e Governo. Altrimenti i governatori di centrodestra andranno per la loro strada e faranno autonome ordinanze per riaprire i negozi, i bar, i ristoranti, i parrucchieri e tutto quel che si può riaprire.
E’ il risultato di una mediazione tra i governatori (in ordine alfabetico) di Abruzzo, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Sardegna, Umbria e Veneto (non c’è la Sicilia, Musumeci era mica al mare a fare controlli?), tra chi voleva una linea più dura e una immediata ordinanza da far scattare giovedì mattina e quelli che erano per continuare la trattativa, senza strappi. Stavolta la mite Umbria pressava perchè si finisse di subire le angherie del ministro “a doppia mandata”, Boccia, del dicastero alle Chiusure.
Il compromesso però stavolta non prevede che si riparta il 18 e non prima (che è poi lo scopo per cui Boccia ha fatto tutto quello che ha fatto e giovedì scorso ha garantito al premier Conte che ci sarebbe riuscito, inducendolo a sterzare di colpo sulla linea dura). L’idea dei governatori è che mercoledì arrivano le linee guida dell’Inail e poi si parte subito.
Tra il dire e il fare c’è sempre di mezzo un po’ di mare. Ma magari stavolta un po’ di meno. Giovedì si potrebbe ricominciare? Dopo quello che è successo giovedì scorso, di sicuro c’è solo questo: che l’impavido Boccia farà di tutto per far fallire il tentativo. Ha promesso che prima del 18 non si apre e non si dovrà aprire alcunchè. Se no le task force che le paghiamo a fare?
Tanto più che artigiani e commercianti – è il ragionamento che secondo osservatori attenti viene fatto ad alti livelli – sono in una condizione di tale e tanta debolezza che contro il Governo possono al massimo fare un accenno di protesta. La crisi è così forte che dovrà essere comunque il Governo poi a provvedere ai loro bisogni. Non sono deboli, ma debolissimi. Ed essere forti con i debolissimi è una prerogativa di chi crede che l’arroganza sia un metodo di governo, perchè tanto non rischia (qualcuno si ricorda mister Penso a tutto io, Arcuri, che invece di 12 milioni di mascherine ne ha 3 milioni soltanto ed ha messo tutte le regioni nei guai, ma non pensa neanche per un momento di dimettersi?).
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