Ciavaglia (Cgil Perugia): digitalizzazione, welfare, aree interne e sostenibilità. «Da qui occorre ripartire»
UMBRIA – Ripartire dalle aree interne, secondo la strategia varata anni fa da Fabrizio Barca, puntando con forza sulla digitalizzazione, sul turismo di qualità, sul rilancio del welfare pubblico a partire dalla sanità di territorio: sono questi, in estrema sintesi, i punti che la Cgil di Perugia, per bocca del suo segretario generale Filippo Ciavaglia, vorrebbe porre al centro di un progetto di ripartenza post coronavirus, avviando un confronto serrato con i decisori pubblici, a partire dall’Anci.
«Non possiamo permetterci che ognuno si rimetta a fare quello che faceva prima, che ognuno vada per la sua strada, senza un progetto coerente e unitario – afferma Ciavaglia – Da questo punto di vista le parole del governatore di Bankitalia, Vincenzo Visco, sui rischi drammatici di un disagio sociale crescente e di una recessione durissima devono essere un monito per tutti”».
Secondo Ciavaglia, le ingenti risorse economiche in arrivo non basteranno a garantire una possibilità di ripresa: «Noi crediamo che oggi ci sia realmente l’occasione di costruire progetti territoriali integrati – continua il segretario Cgil – cosa che peraltro si è già iniziata a fare in territori vicini al nostro, come ad esempio nel Viterbese. L’obiettivo deve essere quello di mettere a filiera le potenzialità dei nostri territori, delle nostre città, puntando fortemente sulla sostenibilità ambientale e sociale».
E a proposito di sostenibilità, c’è un primo banco di prova, secondo la Cgil, sul quale la capacità dei Comuni di fare sistema dovrà misurarsi: il piano dei rifiuti. «Non è più rinviabile – conclude Ciavaglia – perché è una bomba esplosiva sulla quale siamo tutti seduti sopra e perché ci sono ampi margini di semplificazione e miglioramento, che possono anche consentire una riduzione delle tariffe, quantomai opportuna in questa fase complicata».
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