De Luca (M5S) e la storia della mamma immunodepressa che ha aspettato cinque giorni per far fare il tampone al figlio con la febbre alta. «Comunicazione sulle sintomatologie lievi e severe»
PERUGIA – «Totale assenza di orientamento per tutte le persone che presentano sintomatologie lievi o presunte, specialmente per quanto riguarda i bambini. Comunicazioni spesso contraddittorie tra le diverse aziende e distretti. Una confusione inverosimile visto l’avvicinarsi del periodo autunnale ed il prevedibile aumento della diffusione di stati influenzali che rischiano di mettere in pericolo le misure adottate e la credibilità delle istituzioni»: lo sostiene in un comunicato dell’ente il consigliere regionale del Movimento 5 stelle, Thomas De Luca.
«Sono sempre più numerose – afferma – le segnalazioni che arrivano ai nostri uffici sui protocolli relativi ai tamponi per il Covid-19, non ultimo il caso della donna di Perugia riportato dagli organi di stampa. Lo scorso martedì 22 settembre, preoccupata per le condizioni del figlio che aveva febbre a 38,5° e con una situazione di rischio individuale e familiare – lei immunodepressa e con un suocero sotto ossigeno e una madre allettata – la donna ha iniziato a contattare il servizio di pediatria per richiedere la possibilità di eseguire un tampone. Richiesta che non è stata accolta nonostante la febbre del bambino in rapida crescita sino ad arrivare ai 39° con perdita del senso del gusto. Solo il venerdì successivo la donna è stata ricontattata e le è stato proposto un appuntamento per effettuare il tampone il lunedì mattina successivo. Nel timore di dover aspettare e dopo aver contattato nuovamente la pediatra, la donna è stata indirizzata al drive-in di piazzale Europa, dove nonostante la segnalazione del medico la sua richiesta non è stata presa in carico. Rispedita a casa, la donna ha ricontattato la pediatra e chiesto, invano, di poter ricevere almeno una visita a domicilio per sincerarsi dello stato di salute del figlio. Solo dopo l’ennesima telefonata al centro salute è riuscita ad ottenere un appuntamento per il giorno dopo, il sabato, quando le è stata concessa assistenza a domicilio per il tampone, che poi è risultato fortunatamente negativo».
«Casi come questo sono purtroppo sempre più frequenti e per questo – conclude De Luca – chiediamo alla Giunta regionale se sia il caso di avviare una campagna di comunicazione istituzionale e di informazione sul protocollo da adottare in caso di sintomatologie lievi e severe, nei casi in cui è prevista la necessità di sottoporsi al tampone, sui tempi e le modalità di isolamento in attesa di esito e sui comportamenti da adottare. Oltre a questo riteniamo indispensabile uniformare sull’intero territorio regionale il protocollo adottato dalle aziende sanitarie e ospedaliere».
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