La Regione ha varato una ordinanza molto restrittiva e ha combattuto finora con ogni mezzo, adesso tocca al Governo nazionale fornire l’aiuto concreto. Per aderire all’appello scrivete a redazione@cityjournal.it
di Marco Brunacci
PERUGIA – Quello che segue non è un normale articolo ma un vero e proprio appello. Chi vuole aderire usi la mail redazione@cityjournal.it.
Alcune premesse.
Tenendo presente, come Cityjournal scrive da settimane, che i nuovi lockdown sono un’arma spuntata, logora e consunta, in questo momento, con la gente a un passo da un vero crack psicologico. Sicuri che i lockdown attuali sono soltanto un buttare la palla in tribuna aspettando che l’arbitro fischi la fine della partita.
Pensando che i tifosi seriosi del lockdown (tedeschi in testa), hanno fallito nei numeri e nelle soluzioni, apprezzando però la serietà estrema del tentativo della Regione Umbria di porre un freno alle due varianti Covid comparse sul territorio, in particolare quella più misteriosa e insidiosa, la brasiliana, con la presidente Tesei che ha accettato con senso di responsabilità di bere fino in fondo l’amaro calice di una ordinanza antiCovid, in vigore da domani, lunedì, impopolare e molto restrittiva, pur di evitare ulteriori danni alla popolazione e al sistema sanitario.
Tenuto conto che.- come riferito da City journal pochi minuti fa – Tesei ha anche imposto ai direttori della sanità regionale, a ogni livello, un immediato cambio di passo nelle strategie antiCovid, alzando la voce, facendosi ben capire, promettendo di essere alla guida della macchina sanitaria (come già successo il 17 ottobre scorso e con buoni risultati) fin da subito. E guai a distrazioni.
Ebbene, premesso tutto questo, Cityjournal chiede al Governo nazionale:
- di dare per la fornitura di vaccini immediata priorità all’Umbria, colpita per prima (e unica al momento) dalla insidiosa variante brasiliana. Più vaccini nel numero, più rapidamente nei tempi, per mettere al sicuro il personale sanitario e la popolazione anziana più a rischio. Poi a seguire tutti gli altri, visto che le varianti (quella inglese in particolare) colpiscono più velocemente e a tutte le età. L’Umbria può diventare un modello italiano della campagna vaccinale di massa (che è l’unica vera soluzione e non palliativa come tutte le altre), ha la struttura per farlo.
- la immediata attuazione del protocollo di cura attraverso anticorpi monoclonali, che, dopo essere finiti nella degustazione di scienziati-sommelier, che evidentemente, visto il tempo usato, ne volevano migliorare il passaggio in barrique o l’aroma, adesso finalmente sono stati approvati dall’Aifa (la prima richiesta su Cityjournal di accelerare sulle valutazioni di questo farmaco che aveva report eccellenti in tutto il mondo è del 27 novembre scorso). Impone l’uso immediato della nuova terapia in Umbria, l’aumento del numero dei ricoverati: le strutture sanitarie umbre sono sotto stress a causa delle varianti e nonostante la battaglia molto seria ingaggiata dalla Regione non da ora contro il virus e nonostante la corsa a munirsi di nuovi posti letto, soprattutto di terapia intensiva.
- considerato che proprio per la serietà del momento e tenendo conto delle difficoltà e dell’insidiosa variante brasiliana, la presidente Tesei ha dovuto chiudere le scuole di ogni ordine e grado nei comuni più colpiti, comprese quelle della prima infanzia. City journal chiede che il Governo si attivi da subito per riconoscere il bonus baby sitter alle famiglie umbre.
Cityjournal conta di avere dalla sua parte, con questo suo appello, tutti i parlamentari umbri e tutti coloro che hanno a cuore il futuro di questa regione.
Se volete aderire al nostro appello ripetiamo l’indirizzo mail: redazione@cityjournal.it. Se volete utilizzare altri canali pur di ottenere gli stessi risultati ben venga. Il momento, per l’Umbria, è critico, si tratta di uscirne per l’unica strada possibile: vaccini e farmaci (più gli aiuti economici alle famiglie).
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