Anniversario 2018 della polizia a Fontivegge, Perugia (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA

In manette il “mago” dei furti in auto: almeno 4 colpi hanno la sua firma

Gli episodi tra settembre e dicembre 2020. All’uomo vengono contestati anche i reati di ricettazione e di uso improprio di carte di credito

PERUGIA – Furto aggravato, ricettazione e indebito utilizzo di carte di credito: sono i reati contestati a un tunisino di 30 anni, senza fissa dimora, raggiunto da un provvedimento di custodia cautelare firmato dal Gip del tribunale di Perugia.

L’uomo è stato rintracciato in centro dagli agenti della Squadra Mobile. Al nordafricano vengono contestati quattro furti in auto, altrettanti episodi di ricettazioni e tre di utilizzo illecito di carte di credito. Il filo comune tra i vari reati è costituito dalla zona dove sono stati commessi, ovvero tra via XX Settembre e Fontivegge. E’ proprio lì che il maghrebino ha colpito, in svariate occasioni, nell’arco temporale compreso tra il settembre e il dicembre 2020. Dalle indagini è emerso come la principale attività delittuosa del tunisino fosse costituita dai furti a bordo d’auto; che si trattasse di veicoli in sosta all’interno di aree condominiali o presso esercizi commerciali, l’uomo colpiva, per lo più, selezionando autovetture che non erano state chiuse a chiave, senza comunque esitare, in caso di necessità, ad infrangerne i finestrini per poter asportare borse, telefoni cellulari o altri oggetti di valore. In altre circostanze, l’uomo è stato sorpreso in possesso di smartphone, tessere bancomat o carte di credito di proprietà di terze persone, le quali ne avevano precedentemente denunciato la sottrazione; da notare che, in alcuni di questi casi, si trattava sempre di oggetti rubati in auto. Infine, in tre occasioni, il tunisino avrebbe fatto uso di carte di credito o di tessere bancomat provenienti da altri furti ai danni dei legittimi proprietari, ed ha realizzato acquisti presso esercizi commerciali o proceduto a prelievi presso sportelli bancomat, tutti nella zona di Fontivegge. L’indagine svolta nei confronti del tunisino, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia e condotta attraverso mirati servizi di appostamento nonché sfruttando i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona, ha permesso di addebitargli inequivocabilmente gli episodi, Ora è a Capanne.

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