L’analisi di un Anonimo Arrabbiato
di Anonimo Arrabbiato
(riceviamo e pubblichiamo)
PERUGIA – Ora anche i bancari hanno lanciato il loro grido d’allarme per la mancata vaccinazione ed hanno chiesto tramite il loro sindacati di avere una precedenza nella vaccinazione.
Seguono quelli dei cassieri dei supermercati, degli avvocati, magistrati, farmacisti, inservienti di farmacia, ovviamente medici, infermieri, anche quelli dei servizi sul territorio e di moltissime altre categorie, come i giornalisti. Manco a dirlo i medici di famiglia e le impiegate che fanno le ricette. Ma chi lavora nel mondo della produzione alimentare non deve usufruire di una precedenza? Ma gli insegnanti no? E i sacerdoti, i sacrestani, i chierichetti? E quelli che lavorano per l’ossatura produttiva del Paese? Anche a quelli che operano in agricoltura mica si può negare un vaccino, magari astrazeneca, che sembra quello di scorta. E chi impacchetta? Chi lavora della consegna a casa dei prodotti alimentari? E i corrieri? Gli spedizionieri? E i volontari? Quelli che si prestano nei centri vaccinali? I militari? I dipendenti delle Poste? E poi gli anziani, coloro che li assistono, coloro che hanno più di ottanta anni, la categoria di più di novanta anni. I centenari. Gli ultra centenari? E poi i disabili, tutti, compresi gli accompagnatori, senza stare a guardare il tipo di inabilità. Tutti, ma tutti hanno una ragione di protestare con affermazioni davvero importante e tutte condivisibili, ma soprattutto categorie che hanno scomodato i loro santi in paradiso pur di avere una precedenza, perché in Italia se non salti la fila mica conti nulla. Con l’ultima richiesta, quella dei bancari, si è però chiuso praticamente il cerchio: in Umbria tutti hanno una precedenza, tranne qualche sciagurato senza appoggi. I pochissimi che non appartengono a queste categorie, pochissimi davvero, dovranno fare la fila regolare e presentarsi alla fine di maggio. Niente priorità per gli studenti, che sono coloro che vivono il mondo, volere o volare, più di tutti, hanno occasione, mica solo loro, di spargere un po’ di virus, cosa normale. Mancano i ristoratori e i baristi ma per loro le misure sono state ben più draconiane: chiusura assoluta. Chi vive in Umbria sa che in regione vi sono meno di ottocentomila abitanti e che alla fine toccherà anche a loro, anche a chi non ha la forza o la volontà di aggregarsi ad una categoria. Sempre a loro viene comunque il sospetto che se si fosse eliminata ogni lista preferenziale, si sarebbe fatto prima e messe da parte tante polemiche. Inutili. Ah, già: e i calciatori? E gli arbitri? E i riparatori di automobili? E i venditori di automobili. E gli informatici? E coloro che tengono in piedi la rete telefonica? E i lavoratori nei callcenter? E’ il vizio degli italiani, che hanno sempre la voglia di passare avanti a qualcuno. Bisogna avere pazienza…
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