PERUGIA – Dopo settimane di magra, palinsesti a suon di Isola dei famosi e Amici di Maria De Filippi, non potendo più giocarsi la carta delle saghe con maghi, elfi, orchi, che la quarantena poteva accompagnare solo, Canale 5, finalmente, alza di nuovo l’asticella presentando, nella prima serata di giovedì 20 maggio, un film di spessore targato Clint Eastwood. E già solo il nome basterebbe a fermarsi qui, senza bisogno di troppi consigli.
Il genio Eastwood – e d’altronde si è visto con l’ultimo del 2020, Richard Jewell – nel 2019 aveva distribuito nelle sale cinematografiche italiane Il corriere – The mule, e ora Canale 5 lo mette a disposizione di coloro che, forse, se lo sono persi. La storia, ispirata all’omonimo articolo uscito sul New York Times nel 2014, firmato Sam Dolnick racconta del novantenne Earl Stone – nome di fantasia per Leo Sharp, quello vero – il quale, avendo perso il lavoro, ha visto precipitare anche le proprie disponibilità economiche (e non che sul fronte familiare le cose vadano meglio). Così, Earl si vede recapitare un’offerta di lavoro per il quale, unico requisito indispensabile è saper guidare, anche per ore se necessario. Tutto bene, ma Earl non sa di essere appena diventato un corriere della droga per il Cartello Messicano di Sinaloa. The mule è, volendo, un film semi-autobiografico; nello svolgersi della narrazione, infatti, si ha come la sensazione che il regista, nonché attore protagonista – Eastwood, appunto – si identifichi in tutto e per tutto con il personaggio. Questione d’età? Earl è, dopotutto, un uomo con una certa quantità di vita vissuta a pesargli sulle spalle: è un veterano della Seconda guerra mondiale che si dedica, paradossalmente (o anche no) alla floricultura. Ha assistito ai continui mutamenti della società, mutamenti ai quali difficilmente riesce ad adeguarsi. A più riprese, infatti, Stone/Eastwood denuncia chiaramente la rovina della società che, per lui, è il morbo dell’era digitale. Tuttavia, il carattere di Earl, che potrebbe essere classificato come retrogrado, conservatore e persino un po’ razzista, sembra dissimile da quello che è il pensiero politico di Clint Eastwood, ma certo non entreremo qui nel merito.
In The mule, Bradley Cooper è ancora una volta accanto al regista – dopo il primo American Sniper nel quale Cooper interpreta il cecchino – è giusto per il proprio ruolo, anche se abbastanza marginale: Clint è protagonista (quasi) assoluto. Piuttosto periferica è anche la querelle nell’ambito familiare e, tuttavia, non trascurabile. Earl è, infatti, reo d’essere stato sempre ed eccessivamente dedito più al proprio lavoro che alla propria famiglia, a tal punto d’essersi perso il matrimonio della figlia poiché, per lavoro, impegnato altrove. Un aspetto, questo, che lo farà sentire sempre come un puzzle incompleto.
Fotografia e montaggio, infine, sono puliti e senza orpelli particolari, lineari; la gradazione cromatica è fredda, tendente al grigio-marrone. Beh, proprio tipico di un Eastwood.
Allora, ricapitolando: giovedì sera in prima serata, su Canale 5, c’è The mule… lo vedrai? (domanda retorica).


