L’Umbria vaccina tanto ma ha poche dosi: quarta regione per vaccinazioni, solo 11esima per arrivi. E intanto sono partiti i 40enni

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Mantenendo questo ritmo è ragionevole immaginare che l’ultima settimana di giugno si partirà con i trentenni, anche se le scorte sono di meno rispetto a quelle promesse. Il caso della nota dell’Ema sulla «disinformazione su Astrazeneca»

di Marco Brunacci

PERUGIA – L’Umbria è quarta per popolazione vaccinata mentre è solo 11esima per dosi di vaccini che ha ricevuto dal Governo nazionale. Lo vedete nelle tabelle che parlano chiarissimo. In testa alla classifica delle Regioni che vaccinano c’è il piccolo Molise, che però è anche in testa alla lista delle regioni che hanno avuto più dosi: 240mila per l’esattezza, rispetto alla popolazione che è di 296.547 abitanti.

Le altre due regioni che precedono l’Umbria hanno entrambe avuto più vaccino rispetto alla regione cuore verde d’Italia: la Campania il 78, 05%, la Lombardia il 77,33%. All’Umbria il 76,97%.
Ci sono per altro regioni come il Lazio su tutti che non ha avuto vantaggi dal fatto che siano arrivate dosi per l’80,75% della sua popolazione, ma si classifica solo settima per le vaccinazioni eseguite.
Un segnale questo evidente che la campagna vaccinale, con la regia del commissario straordinario D’Angelo, sta procedendo come deve, senza strappi, riuscendo a recuperare anche qualche ritardo iniziale nella fascia di età dei sessantenni e in quella dei cinquantenni. Al 14 giugno il 69,7% dei 59-50 erano stato vaccinati con prima dose, con un grande balzo negli ultimi due giorni, mentre i sessantenni sono arrivati, considerando anche J&J, all’83.4% di prime dosi.
Mentre si conferma complicato concludere le categorie dei 70-79 e 80-89. Gli ottantenni sono al 97%, ma ci sono ancora resistenze nell’ultimo 3%. I settantenni sono all’89,9%. Ma la progressione anche in questa caso ora è lenta.
E a proposito di fasce di età: da ieri si è iniziato con i quarantenni, secondo la tabella di marcia, anche se le dosi non sono giunte come promesso.
In una settimana i vaccini somministrati sono stati 50.654 quando se ne potevano ragionevolmente iniettare 70mila. La media attuale è 7.438 vaccini al giorno, una media che comunque garantisce uno “smaltimento” dei quarantenni secondo i tempi previsti e fa immaginare che già dall’ultima settimana di giugno si potrà iniziare con le prime somministrazioni ai trentenni.


Naturalmente questo ritmo serrato, a fronte di una penuria di dosi, che arrivano sempre col contagocce, porta a usare il massimo del tempo del rinvio per la seconda dose. Ma è una scelta operata in quasi tutti i Paesi del mondo.
Infine: desta sconcerto come sia stata diffusa dall’Agenzia Ansa solo nel pomeriggio di oggi e assai poco valorizzata praticamente da tutti i media italiani, la denuncia della «disinformazione su Astrazeneca» che sarebbe in corso in Italia, fatta in una nota molto esplicita dall’Ema, l’Agenzia europea che autorizza i vaccini e dà indicazioni sull’uso a tutti i Paesi dell’Ue sull’utilizzo.
Cityjournal ha annunciato la nota Ema domenica, aggiungendo che ormai a fare e disfare è il circo mediatico-scientifico che da queste parti ha messo le sue tende e non c’è ormai speranza di avere anche solo un barlume di obiettività.

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