Covid, nel giorno dei soli 3 casi, l’Umbria fa il record dei vaccini rispetto alla popolazione. E c’è un balzo in alto tra i 30enni. Tutti i numeri e i raffronti

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Casi ai minimi, non più decessi, solo un cluster a Norcia sotto controllo, con la campagna vaccinale che ha iniziato la sua fase “routinaria” dopo quella emergenziale. Ora più attenzione alle seconde dosi in chiave anti variante delta

di Marco Brunacci

PERUGIA – Nel momento in cui è terminata la fase emergenziale della vaccinazione per entrare in una fase “routinaria” (come dice il commissario anti Covid dell’Umbria, Massimo D’Angelo e sempre che non faccia scherzi la variante delta) è utile ancora fare il punto sullo stato dell’arte, perchè l’ultimo tratto di strada è comunque importante per “mettere in sicurezza” l’Umbria.

Allora: il 65,9% della popolazione ha ricevuto almeno una dose, meno di quel che si poteva pensare qualche settimana fa, ma sono stati tanti e complessi i nodi che la campagna ha dovuto sciogliere.
La soglia del 70% è a un passo e questo tranquillizza, il tam tam che dice che solo la seconda dose mette al riparo da conseguenze contro la variante delta finora rilancia solo ipotesi.
E conterà pur qualcosa che si stanno riducendo in maniera drastica i casi (l’Umbria è a 3 nuovi, con 16 ricoverati di cui uno solo in terapia intensiva, quindi un fenomeno al momento, e così restando le cose, diciamo quasi irrilevante per la risposta sanitaria che chiede) e quindi l’allarmismo non è giustificato (con questi numeri).
Per altro il passo tenuto dalla campagna vaccinale in Umbria è sostenuto: lo segnala la grafica che dice come nella giornata del 30 giugno l’Umbria è stata la prima regione in Italia a somministrazioni rispetto alla popolazione, e questo nonostante abbia ridotto sensibilmente l’utilizzazione della dosi, proprio per far fronte a eventuali emergenze e per non farsi trovare sprovvista (84,4% è uno dei tassi minori di utilizzo della regione dall’inizio della fase cruciale della campagna vaccinale).
Un’altra grafica dice chiaramente – è il Gimbe che lo certifica – che solo la Puglia ha fatto meglio come prime dosi rispetto alla fascia di età più a rischio, quella sopra i 60 anni. Un elemento di tranquillità non indifferente per eventuali recrudescenze rilevanti dal punto di vista sanitario del virus. Sono gli over 60 ad avere i problemi maggiori.
Mentre i dati del giorno dicono che funziona anche la campagna nella fascia tra i 30 e i 49 anni. Tra i 40-49 il 65,3 ha avuto una dose e siamo al 21 dei totalmente vaccinati. Tra i 30-39 il 48,3 (17,8 con due dosi o con il monodose J&J). Anche i 10.576 vaccini somministrati nell’ultimo giorno dicono quanto il ritmo sia elevato.

I numeri dicono anche però che ci sono più rinunce nelle fasce più giovani, sotto i 50 anni, per motivi evidenti: non si sente il vaccino come una esigenza assoluta e i perplessi – che ci sono anche nella fasce di età più avanzata – sono parecchi.
I dati non positivi – ma frutto di una precisa scelta – vanno rintracciati nella colonna che indica, nella grafica, la seconda dose. Per la categoria 79-70 solo il 46,9% ha ricevuto due dosi. Percentuale che non arriva al 40 per i 69-60. Questo potrebbe creare problemi adesso con il famoso green pass. L’Europa consente libera circolazione solo a chi ha avuto due dosi o una monodose J&J. Forse qualche viaggio dovrà essere rimandato. Con un cinico calcolo economico, se ne avvantaggia il turismo italiano, che sta segnalando dati da record (e anche l’Umbria ne sta approfittando) in questo avvio di luglio.
Ultima riflessione sulla grafica con i raffronti tra gli ultimi 10 giorni e i precedenti 10. Dal 21 luglio all’1 luglio sono state somministrate in Umbria 86.609 dosi (media giornaliera elevata, ma lontana dai picchi, di 8.661, si va molto meglio negli ultimi 3-4 giorni).
Interessante l’incremento che si è avuto con la partenza dei trentenni – una fascia di età dove non c’è tutto questo entusiasmo per il vaccino: un balzo da record italiano del 20,6%. Mentre ha dato risultati positivi la ricerca, quasi casa per casa, dei settantenni: incremento dell’1,9% della fascia.
Fare il 100% delle persone per ora è stato un obiettivo, ma è chiaro che sarà molto difficile da raggiungere con tutti gli scettici che ci sono in giro. Quindi ora ci si dovrà concentrare su chi il vaccino vuole farlo e sulle seconde dosi. Lasciando in fondo quelli più difficili da convincere.

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