Il curioso caso di Benjamin Button stasera a Solomeo

VISTI DA VITTORIA di VITTORIA EPICOCO | L’ultimo appuntamento con Settima Arte 2021

di Vittoria Epicoco

PERUGIA – Eccoci giunti, questa sera l’ultimo appuntamento con Settima Arte 2021, l’iniziativa promossa dalla Brunello Cucinelli, per un cinema d’essai da godere sotto le stelle.

Quest’ultima serata riserva una pellicola di spessore, firmata da un regista di spessore, con un cast di altrettanto spessore; dopo Il caso Thomas Crown, Brad Pitt interpreta Il curioso caso di Benjamin Button. Questo film del 2008, ad opera di David Fincher (Fight Club, L’amore bugiardo,…) e basato sull’omonimo racconto di Francis Scott Fitzgerald, si è guadagnato la candidatura a ben oltre dieci premi Oscar, anche se vinti: “solamente” tre.
La nascita di Benjamin (Brad Pitt), diventa un evento “curioso” fin da subito, essendo lui un neonato con le sembianze da anziano; l’inquadratura iniziale vede Cate Blanchett, nel ruolo di Daisy, lei ed un diario, da leggere, da (ri)vivere.
Questo è un film che va decisamente al contrario ma che, nel suo andare avanti a ritroso, riesce a dare ed avere un chiaro senso, e a trasmettere un forte messaggio di ciò che sono l’esperienza e l’esistenza; Benjamin impara la giovinezza mentre già sembrerebbe, all’apparenza, avere il vissuto di chi è anziano. Ma deve ancora conoscere tutto, invece, come a conferma del luogo comune “nella vita non si finisce mai d’imparare”. Daisy è l’elemento che mette in bilico l’equilibrio fino ad allora raggiunto, i due si piacciono, ma il tempo non è certamente dalla loro parte: se Daisy è una ragazzina, lui è infermo e su una sedia a rotelle, e se è Daisy ad essere più grande, lui è appena un giovanotto; sarà un brevissimo istante, quello in cui le loro esistenze coincideranno. Ma Daisy mette in bilico anche l’equilibrio stesso del film; benché si parli di una storia d’amore a dir poco avvincente, che guarda oltre l’impossibile, è anche vero che la liaison, questo dramma romantico, si dipana in modo forse esagerato, non esente da una nota troppo sdolcinata.

Ma ciò che qui conta non è tanto l’amore oltre il tempo, quanto invece il fatto che questo si collochi nel binomio spazio-tempo. I due vivono infatti tempi completamente diversi, decisamente opposti, ma hanno comunque una grande capacità di rimanere insieme. Grazie all’ingranaggio cinematografico, Fincher restituisce un sistema dove il tempo può fermarsi all’occorrenza, diventando stra-ordinario.
Ed è forte l’accento sull’esistenza, come si diceva poc’anzi, che entra così in contrapposizione con questo tempo regalato, aggiuntivo, che Fincher vuol mettere a disposizione dei due amanti, proprio per il suo esaurirsi nell’evento della morte cui tutti, chi prima e chi dopo, sono chiamati.
Quello del regista è un palleggiamento continuo, un invito continuo per meglio dire, forse, alla preziosità del tempo, alla specialità dell’esperienza, all’unicità dell’esistenza.

Dalle 21.00 nell’anfiteatro di Solomeo. Stelle e street food.

Palazzo Donini, sede della giunta regionale

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