di Vittoria Epicoco
PERUGIA – L’appuntamento settimanale con il cinema sotto le stelle del cielo di Solomeo si avvicina al termine, e questa sera, per il penultimo, saremo in compagnia di Steve McQueen e Faye Dunaway, protagonisti del caper movie Il caso Thomas Crown, che però ha anche un che di romantico.
Thomas Crown, infatti, giovane e ricco banchiere, tenta un colpo nella stessa banca dove lavora; non essendo però, la polizia, in grado di risalire al colpevole – essendosi Crown servito di complici che non hanno idea di chi lui sia – la compagnia assicurativa della banca stessa “assolda” un’investigatrice la quale, a seguito di una scrupolosa indagine, risale al vero colpevole: Crown, ma non ha prove per dimostrate che sia coinvolto nel furto. Tra i due, oltre ogni aspettativa, nasce una simpatia, ma ben presto verranno travolti da un sentimento di ben più profonda natura. Proprio in virtù di quest’ultimo, Thomas chiede allora a Vicky di fuggire insieme a lui e di seguirlo in Brasile; tuttavia, lei non riesce a prendere una decisione a cuor leggero, dovendo scegliere tra il dovere morale e quello che le sussurra il cuore. Che cosa architetta il bello e dannato Crown per convincerla?
Film d’essai del 1968, Il caso Thomas Crown ricevette nel 1969 l’Oscar per la miglior canzone “Windmills of your mind” di Michael Legrand, giocandosi invece la candidatura per la miglior colonna sonora, con non buona pace dei compositori data la sua gradevole orecchiabilità in chiave jazz.
E d’altronde neanche la critica è stata omogenea nell’esprimere un giudizio; c’è chi definì il film “una fragile e piatta commedia giallo-rosa”, ponendo l’accento sul quanto lo split-screen (ovvero la frammentazione della scena in varie sezioni per rendere la simultaneità di più azioni), potesse risultare più che altro elemento di disturbo; e chi invece apprezzò questa tecnica, proprio per l’intento chiarificatore di poter vedere più persone contemporaneamente impegnate in situazioni con il medesimo fine.
Non molti sanno che Jewison, regista molto raffinato (Il violinista sul tetto, Jesus Christ Superstar, …e giustizia per tutti, Hurricane, tutti vincitori di almeno un Oscar, o comunque candidati) aveva inizialmente pensato a Sean Connery per il ruolo di Crown, ma questi rifiutò lasciando a McQueen l’acutezza di intravedere nel personaggio la possibilità, per lui, di dimostrare il suo calibro come interprete e la sua versatilità, essendo stato fino ad allora relegato a ruoli piuttosto umili. Lo studio dietro al personaggio fu quasi maniacale, smodato, ma decisamente necessario, a giudicare dall’essere, Thomas Crown, come un film “sempreverde”.
Non perdetevi il penultimo appuntamento nel borgo di Solomeo, con street food, stelle, ed un anfiteatro a far da cornice. Questa sera, dalle 21.30.


