Stracci presidente dell’Associazione registro tumori

Importante riconoscimento per il docente dell’Università di Perugia

PERUGIA – È stato nominato presidente dell’Associazione italiana registri tumori (AIRTum),il professor Fabrizio Stracci, docente all’Università di Perugia, è il nuovo presidente dell’Associazione italiana registri tumori (AirTum)

AirTum è la società scientifica che rappresenterà per il triennio 2021-2024 le competenze tecniche e scientifiche, riconosciute a livello nazionale ed internazionale, operanti in team multidisciplinari e multiprofessionali all’interno dei 50 registri tumori di popolazione e dei sette specializzati italiani.

La comunità AirTum – si sottolinea in una sua nota – garantisce qualità alla sorveglianza epidemiologica della malattia oncologica sul 76% del territorio nazionale, provvedendo all’accreditamento dei Registri tumori secondo gli standard internazionali codificati dalla International agency for research on cancer (Iarc), dall’International association of cancer registries (Iacr) e dall’European network of cancer registries (Encr).
    «Il nuovo corso di AirTum è pronto ad affrontare la sfida della istituzione del Registro tumori nazionale e della Rete nazionale dei registri tumori. Per questo intendiamo avviare, sin da subito, una diretta interlocuzione con il ministero della Salute, le Regioni e tutte le altre Istituzioni competenti – afferma il nuovo consiglio direttivo neo eletto – l’AIRTum intende rappresentare nelle sedi istituzionali il punto di vista espresso dall’insieme delle competenze e delle esperienze maturate dai Registri tumori italiani, nel corso di una venticinquennale esistenza, sulla evoluzione del sistema di sorveglianza della patologia oncologica, a cominciare dall’utilizzo del finanziamento dedicato previsto nell’ambito dell’attuazione del Piano nazionale di resistenza e resilienza, recentemente annunciato dal Ministro della Salute. Il rigore metodologico nella registrazione e nella analisi dei dati rappresenta un patrimonio irrinunciabile, che va preservato dal rischio di una burocratizzazione della registrazione. L’aspetto, per così dire, culturale è in questa fase centrale perché si deve determinare il ruolo, la visione attorno alla quale deve essere strutturato il sistema nazionale di registrazione dei tumori, determinare con la trasformazione un arricchimento e uno sviluppo delle capacità del Registro tumori a livello nazionale e regionale e scongiurare la creazione di un sistema di registrazione legato al conseguimento di obiettivi minimi come la produzione di statistiche descrittive, al mero conteggio degli ammalati”.

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