di Marco Brunacci
PERUGIA – L’intervento di Marco Squarta, FdI, presidente dell’Assemblea legislativa, è importante per tre motivi.
Primo: i numeri. Sancisce che «sono 354mila341 gli umbri che hanno completato il ciclo vaccinale e 534mila980, ossia il 70 per cento, coloro che hanno ricevuto la prima dose. Un risultato incoraggiante».
Nero su bianco per dire che questi sono i numeri da tenere sulla scrivania per prendere decisioni..
Secondo: la scelta di campo. Finalmente ecco uno che non si iscrive al partito dei gufi a prescindere. Non in virtù di chissà quale rivelazione avuta, ma proprio smascherando coloro che fanno mostra di sapere ma non sanno. Per il motivo semplice che il Covid 19 resta un mistero per tutti, a partire dalla sua criptica genesi, sulla quale nessuno pare voler indagare.
Squarta fa così la più semplice delle riflessioni. Il Covid in ospedale sta scomparendo per ricoverati e terapie intensive. La variante Delta moltiplica i casi, ma sono caratterizzati da minimi o quasi nulli malesseri.
Non si può fare quel che si faceva prima. I vaccini sono l’argine. Conclusione: basta allarmare e minare ulteriormente “la tenuta psicologica della gente”.
Se poi cambia la situazione. Se poi questo virus cosi poco naturale e così poco conosciuto dalla scienza, torna a riempire gli ospedali, cosa che nessuno in questo momento sa o può scientificamente prevedere, cambierà la risposta.
Terzo motivo per il quale l’intervento è importante: il tempo scelto da Squarta.
FdI, forte nei sondaggi, chiede proporzionati spazi nella giunta regionale dell’Umbria. Ma Tesei non è presidente incline ai rimpasti. Sembrava facile far cadere l’assessore allo sviluppo economico Big Mike Fioroni, ma si scopre che lui è come la Russia per Napoleone: troppo vasta per essere conquistata. Quindi va considerato praticamente invincibile.
Ecco allora un grande piano B: è più agevole cingere d’assedio il veneto Coletto, che da quando è qui non sembra aver fatto collezione di simpatie. Ha l’appoggio di Salvini e quindi del segretario leghista Caparvi, ma in Umbria in quanti mostrerebbero il petto alle pallottole per salvarlo?
L’intuizione di Squarta è giusta, anche se il destino di Coletto al 99% si gioca a Roma.
Intanto però sulla sanità regionale FdI non lascerà deleghe in bianco a nessuno e già e’ pronta ad approfittare del rinnovo di fine anno dei direttori generali per farsi sentire. E tutti sanno che ci saranno novità.
Ma – garantito – l’assedio è cominciato.


