Lo conosce anche anche chi non è propriamente appassioanto di tennis. Un’icona vivente al pari di Micheal Jordan o di Roberto Baggio. Lui è Roger Federer, il re della racchetta.
Nel suo palmares 20 titoli del grande Slam, oggi alla boa dei 40 anni ancora in attività. Certo, con apparizioni sempre più sporadiche e una programmazione studiata con il calibro per venire incontro a una condizione che non è più quella dei giorni migliori. L’età che avanza si fa sentire anche per lui, ma la classe rimane quella cristallina che lo ha portato sulla vetta del tennis mondiale e nella leggenda dello sport. A 40 anni compiuti, Federer è ancora 9 del mondo, grazie anche alle regole introdotte per la pandemia da covid, il secondo più anziano della storia del tennis nella top 10, dopo Ken Rosewall che rimase nel rinomato club fino a 41 anni e 9 mesi. Scorrendo i numeri del “re” ci sono anche 103 titoli vinti e 310 settimane da numero uno. Il primo acuto a Winbledon nel 1998 quando si aggiudicò il tabellone junior del torneo a cui è più legato. Tra molte rinunce e un lungo periodo di inattività, il futuro del campione svizzero appare ancora incerto. Voglia di appendere la racchetta al chiodo sembra poca, anche se il fisico dice altro. Chi la spunterà?


