di Marco Brunacci
PERUGIA – Lo ha detto in una frase, a Cascia, col vescovo Boccardo e segretari di Cgil, Cisl e Uil: «La ricostruzione privata in Umbria non solo è finalmente partita, ma è già completata per metà».
E snocciola numeri di cui si può solo prendere atto: “Il 63% delle domande di ricostruzione già evase. Il 36% dei contributi totali concessi in soli 7 mesi del 2021. Il 40% delle liquidazioni totali in soli 7 mesi del 2021”. Non solo: “Con le premesse poste, la ricostruzione pubblica vedrà un boom paragonabile a quella privata nel 2022”.
Tesei cita i numeri e le cose fatte. E quelle che potranno essere fatte proseguendo un cammino già in parte percorso. Indica scenari raggiungibili. Per assurdo è questa la sua forza ma anche il limite, adesso che i partiti che la sorreggono chiedono il rimpasto di Giunta regionale e vogliono più politica nell’amministrazione.
LA POLEMICA CON LEGNINI
E nel mentre inizia per la giunta e la maggioranza in Regione un periodo di turbolenze, che dovrà essere risolto dalla Tesei-politica, la governatrice continua a elencare fatti e risultati. Non dimenticando una stoccata polemica.
Allora: il nodo è quello del miliardo e 800 milioni che è stato ottenuto dalla Regioni colpite dal sisma con il Pnrr. «E’ stata una dura battaglia, ma abbiamo ottenuto questi soldi per il cratere del sisma. 1 miliardo con finalità di rigenerazione urbana, telemedicina, marketing territoriale e cose di questo genere. 800 milioni per lo sviluppo sociale, finanziamenti alle imprese e per la filiera agroalimentare, infrastrutture turistiche e così via. La nostra idea è passata”, sottolinea con soddisfazione Tesei, “e questo trainerà crescita economica e demografica e nuovi servizi».
Il problema è la ripartizione.
E al commissario Legnini devono essere fischiate le orecchie. E che fischi. Dice Tesei: «Da questa dura battaglia l’Umbria ottiene solo 250 milioni perché la ripartizione è stata decisa in base al criterio del danno (quindi: 14% a Umbria e Abruzzo, 10% al Lazio e 62% alle Marche)».
A questo punto si chiede polemica Tesei: «Dato che si tratta non di fondi destinati alla ricostruzione bensì allo sviluppo economico delle aree è giusto usare il criterio del danno? O non sarebbe più giusto un coefficiente area territoriale colpita e pil?».
Questa storia non finisce qui, perché Tesei annuncia che c’è già stata la prima riunione con i comuni del cratere «per fare squadra» e chiedere una diversa ripartizione. Da qui parte un nuovo elenco di numeri. Sul turismo, che sta dando grandi soddisfazioni agli operatori umbri, che ha raggiunto a luglio già i dati dell’anno pre Covid. Ma di questo Cityjournal promette di parlare a parte.
PREMESSE DI RIPARTENZA
Piuttosto il passaggio fondamentale della Tesei sui numeri suoi e della sua Giunta, è il possibile passaggio dall’impennata del turismo che nel 2020 si propagò ai consumi.
Che succederà – si chiede Tesei – se questo succede anche nel 2021, in una regione “ad altissima posizione di liquidità, personale e imprenditoriale, far ripartire il ciclo dei consumi e degli investimenti, vuol dire risollevare la regione dalla negatività degli ultimi 10 anni”.
Ecco il nodo: ci sono le premesse per una ripartenza a tutto gas della regione che tanto ha pagato tutte le utlime crisi, ma in quella del Covid ha retto bene e ne sta uscendo con un boom di aperture di nuove imprese e un indice di fiducia delle imprese ai massimi storici.
Si sente, in sottofondo, l’amarezza di dover discutere di rimpasto in questa fase così delicata di passaggio, ma con premesse così favorevoli.
I COMMENTI
Ma, rimpasto o non rimpasto, l’Umbria che riparte sarà il tema di oggi e di domani.
Mentre la ricostruzione è il tema della discussione di Cascia: Ecco il sindaco De Carolis: «La ricostruzione dopo i ritardi da un anno e mezzo si è messa correre e il ritorno nelle case infonde speranza e fiducia nelle comunità, che stanno rifiorendo anche grazie all’eccezionale ondata turistica del 2021». Ed è questo il più bel commento che Tesei si potesse aspettare. Ma prende bei voti anche da Manzotti (Cisl): «Il problema qui è stato non solo ritardo nella ricostruzione ma l’abbandono degli ultimi 25 anni da parte delle istituzioni. Oggi la ricostruzione è a buon punto e la manca di tecnici è la dimostrazione che c’è stata un’accelerazione particolare». Ciurnelli insite sui programmi di sviluppo per i giovani e tutta la zona, ma ecco Sgalla (Cgil): «Il cratere del sisma ha bisogno di una visione complessiva di sviluppo che è parte di quella della regione, inutile parlare di ricostruzione senza di questa, e su questo stimolo la presidente Tesei». E quindi anche da Cgil ente sfide ma inviti.
SUL CASO MELASECCHE, TESEI COME SALVINI
Tesei finisce con un ecumenico passaggio sul rimpasto e sul caso dell’assessore Melasecche espulso dalla Lega. «Tutto si risolve», le parole di Tesei sono le stesse di Salvini. ma più di queste parole conta quella nota amara che si avverte nell’elencare i risultati gà ottenuti dalla sua Giunta. Un pronostico su come finirà la faccenda, Cityjournal lo ha. Ma sarà tema di un prossimo approfondimento.


