di Marco Brunacci
PERUGIA – L’Agenas ha dati relativi al 9 agosto e certifica che l’Umbria è la quinta regione in Italia per vaccinati con ciclo completo: al 9 agosto la popolazione immunizzata è stata il 56,74, il che significa che con una proiezione realistica, ha superato di qualche decimale quota 57%. Mentre la vaccinazione con una dose è pari al 75,7% degli umbri.
Sono numeri importanti vanno valutati tenendo presente ancora la classifica degli over 60 vaccinati che vede l’Umbria in testa sia con una dose che con due dosi. E qui parliamo della fascia di età a maggior rischio.
L’altro dato sul quale riflettere è la flessione, in questa fase di post Ferragosto, del numero delle dosi che arrivano dal Governo alle Regioni. Il calo è da considerare fisiologico. Ma l’Umbria, pur utilizzando quasi tutte le dosi (il 97%), si è fermata il 17 agosto a 3.628 somministrazioni, Una sorta di record negativo, che necessariamente dovrà essere cancellato da una forte ripresa nella prossima settimana. Ripresa che è, come annunciato, attesa: sono annunciate in arrivo 3 milioni di dosi nei prossimi giorni in Italia, per una nuova possibile fiammata di vaccinazioni.
Ma resta piuttosto il nodo dei no-vax, ni-vax e anche dei boh-vax. Una fetta della popolazione che comunque comincia ad avvertire come rilevante e che non consente uno svolgimento regolare della campagna vaccinale.
Si arriverà a un obbligo della vaccinazione almeno in una fetta di popolazione con responsabilità nelle relazioni (non solo i sanitari, ma anche il personale scolastico e delle pubbliche amministrazioni in generale) oppure si conterà soltanto su una moral suasion che sta mostrando difficoltà a imporsi?
Per altro, il vaccino è ora di nuova in una fase delicata: i coronavirus finora conosciuti nelle stagioni estive hanno flessioni, questo ha avuto un nuovo innalzamento secco. Ma i coronavirus conosciuti e che si immaginano naturali a settembre-ottobre, con i primi freddi, tendono a tornare. Che succederà a questo punto? Quali saranno le misure di contenimento che verranno prese?
Le incognite sono tali e tante che è impossibile fare previsioni, se non confermare la grande ignoranza della scienza su questo virus così poco naturale e le difficoltà che ci sono nel combatterlo, tra un’informazione umorale e una politica ondivaga.


