Indiscreto/Il tam tam rulla: il senatore Briziarelli pronto a passare con Fratelli d’Italia. Se è vero, così iniziano a cambiare gli scenari umbri

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | I rumors, accreditati ma pur sempre a rischio di errore, dicono di una intesa romana, pronta a diventare operativa dopo le elezioni amministrative di ottobre. Dal rimpasto di Giunta regionale fino alle prossime elezioni parlamentari: ecco le tante possibili ripercussioni

di Marco Brunacci

PERUGIA – I rumors della politica valgono per quel che valgono, un po’ come i sondaggi. Anche se i tamburi dai quali partono i tam tam sono da considerare molto affidabili, possono sempre sbagliare. Ma sentite questa: dicono che l’ottimo senatore Briziarelli, dalla Lega, nella quale non viene ben trattato, abbia in tasca l’accordo, direttamente con la segreteria nazionale, per passare armi e bagagli agli inarrestabili Fratelli d’Italia.

Non sarebbe un colpo da poco per il partito della Meloni, che solo il sondaggista Pagnoncelli non dà come “number one” della politica italiana. Briziarelli è persona preparata che studia i dossier, che sa computare le leggi e anche scriverle. E’ stato importante il ruolo che ha ricoperto in Forza Italia, prima di lasciarla, mentre in Senato, attualmente, svolge il suo lavoro con competenza.
Sul carattere nessuno può giudicare: però chi lo conosce dice che è volubile, l’entusiasmo spesso lo porta ad aprire le vele al vento. E il vento, quando comincia a spirare, come lo fermi?
Fatto sta che questa cosa qui cambierebbe la politica umbra in maniera rilevante. Se – come dice il tam tam, che potrebbe sia sbagliare che essere alimentato dagli avversari del Briziarelli che sono tanti – il passaggio di casacca fosse fissato per dopo le elezioni amministrative di ottobre ecco che il piccolo scenario umbro sarebbe modificato in maniera drastica. Per alcuni motivi.

  1. Non sono lontanissime le elezioni nazionali, i posti in Parlamento sono drasticamente ridotti, Fratelli d’Italia ha due parlamentari in carica che hanno ottime chance di rimanere ai propri posti: Emanuele Prisco, perchè ormai è nel dream team della Meloni e dicono stia studiando da viceministro degli Interni, e Franco Zaffini perchè è il timoniere esperto ed equilibrato, attento come pochi a non finire nè sulle secche nè sugli scogli, del partito umbro di cui è segretario regionale.
    Un eventuale terzo posto per FdI nel prossimo Parlamento non è da escludere, oggi come oggi, viste le performance della Meloni nei sondaggi, anche se il clima nella politica cambia in maniera repentina, Lucifero si alterna alle trombe d’aria nello spazio di un mattino.
    Fatto sta che la terza candidatura finora era da considerare per Marco Squarta, senza tema di smentita, Adesso boh.
  2. Gli scenari di un eventuale rimpasto giunta si complicano. Melasecche di fatto viene considerato da molti fuori dalla Giunta, per certi suoi stessi comportamenti, anche non ci fossero le indiscrezioni sulla posizione in merito di Salvini.
    La presidente Tesei resta comunque plenipotenziaria, quindi, nel più stretto riserbo, sta considerando ogni aspetto della intricata questione. Non le sfugge che sostituire Melasecche significa contemporaneamente far fronte alla richiesta, riportata da City journal il 12 agosto, della Meloni di avere un assessore in Regione che rappresenti il suo partito.
    Roma pare tifi per l’attuale consigliera Pace, ma tutti sono anche d’accordo che, in ultima istanza, a decidere il nome sarà il segretario umbro Zaffini e nessuno può escludere che FdI scelga diversamente.
    Anche perchè la candidatura Pace ha una sua intrinseca debolezza: esporrebbe a rischi tutta la Giunta Tesei. Motivo? Basta ragionare: qualora andasse in Giunta un altro consigliere regionale, i numeri della maggioranza sarebbero risicati di fronte a un eventuale (ma non remoto) Vietnam in assemblea legislativa scatenato da un arrabbiato Melasecche, il quale potrebbe avere dalla sua parte almeno un altro voto.
  3. Tesei ha iniziato di sicuro a tessere la sua tela, ha in mente un percorso. Il quid di credibilità, conquistata in questi mesi nell’amministrazione, le consente di sparigliare ogni gioco politico. Un eventuale caso Briziarelli le imporrebbe però di essere ancora più rapida e determinata. Vediamo che succede.

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