Palazzo Donini, sede della giunta regionale
Palazzo Donini, sede della giunta regionale

L’Umbria torna sulle rotte del business internazionale ma con la grana rimpasto (Nicchi o la Salvati per la Lega) e un posto a Fdi (problemi per la Pace)

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | La governatrice Tesei si sta prendendo soddisfazioni come leader dell’Azienda Regione e sulla ripartenza, ma deve muoversi guardinga tra gli equilibri della sua maggioranza: Melasecche si è ormai messo fuori da solo dopo l’iniziativa a Terni

di Marco Brunacci

PERUGIA – Da una parte la gestione – come dire – dell’Azienda Regione, nella quale si comincia a prendere delle soddisfazioni. Dall’altra gli equilibri politici sui quali si regge la sua maggioranza, più complicati e scivolosi.

Con queste due cose in testa la governatrice dell’Umbria, Donatella Tesei, si presenta a un lunedì che dovrebbe riservarle successi come leader dell’Azienda Regione, dopo una settimana nella quale ha ricostruito rapporti e tessuto reti. Soprattutto riportato l’Umbria nella Milano che conta. Con la scusa di presentare la kermesse perugina di ottobre su architettura, design, sviluppo sostenibile (con la grande attenzione dei milanesi del settore) ha iniziato a cercare di incrociare di nuovo – come annunciato da City journal – sulle rotte internazionali del business, che per anni sono state interdette alla piccola Umbria.
Poi però c’è l’Umbria della politica. Il lunedì in cui arrivano qui Salvini e Giorgetti è anche quello del dopo-incontro di maggioranza che di fatto ha dato il via libera al rimpasto (anche se si è fatto di tutto per non parlarne). L’idea dei tre segretari regionali di partito che compongono la maggioranza (Caparvi, Zaffini, Romizi in ordine di voti) è che la Giunta sia questione della presidente e deve essere lei a muovere sullo scacchiere.
L’iniziativa dell’assessore Enrico Melasecche, che ha radunato i suoi sostenitori e lasciato intendere di voler correre – così tutti hanno almeno capito – in maniera autonoma alle (non lontane) elezioni comunali di Terni, è da considerare la parola fine sulla possibilità di mantenergli il posto in Giunta.
Ma sostituire soltanto Melasecche non basta e non si può. Lo ha fatto capire – come riportato a metà agosto da Cityjournal – la segreteria nazionale di Fratelli d’Italia con la stessa Giorgia Meloni, che rivendica un assessore (tecnico o politico) per il suo partito, da aggiungere alla presidenza dell’Assemblea legislativa. Tanto più che se – come sembra – il rimpasto si farà dopo le amministrative, FdI potrà mostrare i suoi nuovi numeri, decisamente migliori – così dicono tutti i pronostici – rispetto alle precedenti tornate elettorali.
E allora ci sarebbero due new entry in ballo. Per il posto di Melasecche si fanno i nomi di Nicchi e della Salvati, vicesindaco di Terni in grande ascesa (soprattutto ogni volta che scende Melasecche). Due esponenti della Lega dell’Umbria sud. Per il posto che toccherebbe a Fratelli d’Italia ecco che si avanza (partendo da Roma) la consigliera ternana Pace. Ma la candidatura ha dei punti di debolezza mica di poco conto: intanto sarebbe contro ogni logica di sensibilità territoriale piazzare in Giunta due esponenti del Ternano (più un veneto) su 5 elementi, poi lascerebbe sguarnita l’Assemblea legislativa dove la maggioranza tende a restringersi (se Melasecche deciderà di iniziare, nella sua nuova veste di semplice consigliere, il suo lavoro di logoramento e tenendo presente che c’è sempre Briziarelli e i briziarelliani in manovra).
Se poi si interpretano correttamente le parole del segretario regionale Zaffini si capisce un’altra difficoltà per la prospettiva di Pace assessore. Zaffini in più di un’occasione ha ribadito che ritiene giusto che gli assessori si dimettano da consiglieri regionali. Lo diceva per Melasecche, ma si immagina che per la Pace valga lo stesso discorso.
Come si vede, ecco le due velocità alle quali deve – giocoforza – procedere la Tesei. Spedita nel lavoro per il rilancio dell’Umbria, con le prime soddisfazioni che stanno arrivando, insieme alla prima parte della pioggia di soldi attesi dall’Europa attraverso il Governo (che sta dando il disco verde a tanti progetti made in Umbria). Lenta e guardinga nella palude della politica regionale, che tanti grattacapi le riserva, ma della quale però non si può e non si deve fare a meno. Anzi è proprio in questo ambito che è necessario che diventi sempre più leader.

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