di Marco Brunacci
PERUGIA – Come anticipato a fine giugno da Cityjournal sarà Vincenzo Briziarelli il nuovo presidente di Confindustria Umbria. Succederà tecnicamente ad Alunni nell’assemblea di novembre prossimo, che lo eleggerà formalmente (insieme al vicepresidente, che dovrebbe essere espressione di Terni), con un voto dato anche sul programma per i due anni (più due) della reggenza.
In queste ore c’è stata ufficialmente l’indicazione da parte dei 3 saggi (guidati da Carlo Colaiacovo), che hanno letto di fronte al consiglio confindustriale la loro relazione, nella quale hanno sottolineato la convergenza, pressoché unanime, sul nome di Briziarelli da parte dei soci.
Il consiglio generale ha quindi approvato praticamente all’unanimità la sua designazione.
Come già scritto in due occasioni da City journal, la presidenza Briziarelli arriva in un periodo molto delicato per l’economia regionale.
E’ scontato infatti che arriveranno dall’Europa e dal Governo nazionale molti finanziamenti nella regione. Si tratta di massimizzare le ricadute sul territorio, perché altrimenti potrebbe esserci un brusco risveglio quando il flusso di denaro si interromperà.
Ma il momento è delicato anche per il futuro di Confindustria come associazione: si tratta di vedere se il suo ruolo tornerà centrale nelle relazioni e nell’interlocuzione con le amministrazioni e con la politica in generale oppure finirà per essere marginale, con i soci più grandi e forti che preferiscono confrontarsi direttamente, senza mediazioni.
In questo senso la scelta di Briziarelli, giovane imprenditore ma esperto (viene dalla presidenza dei laterizi), di famiglia storica dell’industria umbra (il gruppo delle Fornaci che prendono il suo nome), rappresenta un segnale importante. Anche lo sforzo di mediazione con tutte le componenti (diciamo, con semplificazione brutale, che stavolta hanno scelto gli “storici”, ma senza dimenticare gli “innovatori”) è molto significativo.
Per questo molti attendono di conoscere, nel giorno che sancisce il ritorno dell’industria “pesante” alla guida dell’associazione, come probabilmente inevitabile nel momento della transizione ecologica, quale ruolo avrà Stefanelli la punta di diamante del dream team del re del cachemire e dell’industria “leggera”, Cucinelli.
Una dibattito si aprirà anche sul direttore generale della Confindustria targata Briziarelli. Molti pronosticano un cambio entro fine anno.


