Terza dose, da dicembre si va verso la campagna vaccinale per 180mila umbri 

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | L’indirizzo del Governo è sempre più chiaro: fragilissimi, over 80, personale e residenti delle Rsa, sanitari che sono stati per primi immunizzati saranno di nuovo iniettati. Intanto la soglia dell’80% di seconde dosi, in Umbria, è a un passo

di Marco Brunacci

PERUGIA – Sono 180mila, secondo un primo calcolo, gli umbri che da dicembre potrebbero – se l’indirizzo del Governo viene confermato – iniettato con la terza dose di vaccino.
Le indicazioni riguardano i fragilissimi, gli over 80, ospiti e personale delle Rsa e, infine, i sanitari che sono stati vaccinati per primi. La nuova campagna potrebbe terminare in 3-4 mesi. E le autorità sanitarie si stanno iniziando ad attrezzare e programmare.

Nel mentre si segnala in Umbria, come nel resto d’Italia, un rallentamento dei contagi, con ricoveri che restano sotto controllo, facendo immaginare che si stia andando verso una situazione di relativa calma sul fronte della quarta ondata. Ma ecco che nessuno si azzarda a immaginare il futuro, visto che l’infido virus si comporta in maniera così inusuale, confermando le sue origini assai poco naturali.
L’apertura della scuola sarà un test importante per i contagi, ma nessuno sa se poi l’autunno, col freddo, arriveranno nuove ondate.
Per certo i vaccini sono stati e restano l’unico argine. Ora, in ballo, ci sono cure in via di sperimentazione e il rush finale dei farmaci monoclonali che hanno però il difetto di essere molto cari e comunque così poco difesi all’industria farmaceutica in generale. Al momento, però, nessuna certezza.
Arrivano invece segnali confortanti dalla campagna vaccinale: ad oggi il 74,5% degli umbri è vaccinata con seconda dose, questo significa che la copertura di garanzia (nessuno vuole più chiamarla immunità di gregge) è da considerarsi vicina: la soglia dell’80%, proseguendo a questo ritmo – per altro non alto – può essere raggiunta in Umbria, in una settimana o poco più. Meglio rispetto al resto d’Italia.
Qualche segnale positivo è arrivato anche nella fascia 12-14 anni che è comunque molto indietro rispetto alle necessità del rientro a scuola in sicurezza. Un’altra anomalia, che però è confermato nel resto d’Italia, sta nelle resistenze riscontrate nella popolazione dei trentenni, superati in slancio vaccinale dai ventenni (come si vede nella grafica).
Di sicuro, come all’inizio della pandemia, si continua a navigare a vista contro un nemico, per l’appunto, invisibile. Una navigazione che ha una certezza: i vaccini resistono e sono un alleato che non è solo fondamentale ma è di fatto l’unico in questa guerra. Varianti o non varianti, come si chiamino si chiamino, sapendo che il virus muta seguendo la sua lugubre missione, in attesa del giorno in cui non riuscirà più a infettare nessuno perché intorno verrà eretto un muro di protezione solido, tra vaccini e immunità “naturale”.

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