Vaccinazioni, l’Umbria tira ed è a basso rischio, ma resta un nodo: la fascia 12-14 anni non si presenta. E a scuola ci saranno problemi

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | I genitori non sembrano convincersi, ma nelle aule il Covid potrebbe trovare facile esca tra i ragazzi non immunizzati, con tutto lo strascico di chiusure di classi o plessi scolastici e di quarantene per le famiglie. Pochi giorni per sperare in una svolta

di Marco Brunacci

PERUGIA – Ci si può girare intorno quanto si vuole, ma ormai sono tornati dalle vacanze anche i boh-vax e i ni-vax e si capisce che il numero dei contrari alla vaccinazione è grosso modo quello del resto d’Italia, un robusto 5% della popolazione da vaccinare. Quindi, come dire 40-45 mila umbri.

Gli altri più o meno si stanno mettendo in fila. Ma c’è un segmento di età, quello che va grosso modo dai 12 ai 14 anni, che è fortemente indietro rispetto a tutti gli altri e ormai le pressioni e sollecitazioni ci sono state.
Vuol dire che le autorità sanitarie non hanno convinto i genitori dei ragazzi o, in qualche caso, anche i ragazzi stessi, a sottoporsi alla vaccinazione.
Si immagina che ritengano che i rischi siano superiori ai vantaggi.
Ora però il tema diventa di strettissima attualità visto che si va verso la riapertura delle scuole e che senza vaccino la possibilità che ci siano casi di Covid nelle aule si moltiplica, facendo fin da ora balenare ipotesi di chiusura di classi o addirittura di plessi scolastici, con quarantene pesanti per le famiglie, non solo per gli allievi.
Far riflettere le famiglie su questo tema potrebbe essere utile.
L’assessore alla sanità regionale, Luca Coletto, si limita per ora a elencare i successi della campagna vaccinale che ha portato l’Umbria fuori dalle mappe del rischio europeo e a rientrare nel ristretto novero delle 4 regioni che devono essere considerate, in Italia, a rischio basso.
Riuscire, come afferma Coletto, a giungere in Umbria, anche prima della fine di settembre, all’80% della popolazione immunizzata (oggi si è al 72% contro una media nazionale del 70,5) non aiuta a risolvere la questione scuola.
Sottolineare che il vaccino salva dall’ospedalizzazione e dalle conseguenze gravi del Covid non è sufficiente a convincere i renitenti. Aggiungere che i decessi ultimi riguardano umbri di un’età media di 79 anni con “forti comorbilità” non riesce a determinare una svolta.
Il test della fascia 12-14 sarà importante e molto delicato dalla prossima settimana. Vediamo come si attrezzerà la sanità umbra in questa nuova emergenza. E per evitare ulteriori problemi alle famiglie.

Fontivegge, locale chiuso dopo l’ennesima rissa

No vax… No party