di Marco Brunacci
PERUGIA – Sentite cosa sono riusciti a fare in un mezzo pomeriggio due signori di ignote tendenza politiche a Ponte San Giovanni, invasa dalle auto per l’ennesimo micro incidente sull’unica e sconsolata strada di accesso a Perugia.
Hanno messo insieme una paginetta di intenti, hanno trovato un’intestazione-capolavoro (“Comitato per il Nodo o Nodino di Perugia) e si sono messi al telefono per comunicare non solo cosa si deve fare a Ponte San Giovanni e a Perugia, ma anche come va fatta la politica oggi per mantenere il contatto con i cittadini: si mettono in chiaro precisi obiettivi, raggiungibili e ci si muove senza star troppo a filosofare per arrivare alla meta, venendo incontro ai bisogni reali dei cittadini. Niente cincischiare quando gli interessi legittimi sono lì davanti a tutti: la necessità di realizzare strade per raggiungere il centro città. E i progetti sono lì da decenni e nessuno si muove perchè c’è’ sempre un titolare di 3 metri quadrati di aiuola che ritiene più importante il suo, di interesse, rispetto a quello di una comunità intera.
E’ tutto un programma anche l’intestazione del Comitato “per il Nodo o il Nodino di Perugia”: come dire: fate come meglio vi pare, decidete il progetto più realistico e più rapido ma cominciate immediatamente. Basta rimpalli, giochi e giochetti di parole, titubanze e piccole viltà politiche.
L’interesse generale è sotto gli occhi di tutti: le file di auto come fosse l’ingresso a Manhattan delle 8 di mattina sono l’uovo del serpente che ha immobilizzato la politica in queste ultimi tre decenni. Ora, punto e stop. Tanto più che l’Anas ha deciso che questo tratto di strada è strategico e di interesse nazionale, come più di una volta ha fatto presente l’assessore regionale al ramo Melasecche, che ha il merito ogni tanto di provare ad accelerare.
Questo è il quadro. E la cosa importante è che i due signori, promotori del Comitato di Ponte San Giovanni, stanno mostrando la nuova strada alla politica. Il loro messaggio è un invito ai governanti a governare.
Interpretiamo e rendiamolo operativo in questo modo, ignorando, come detto, le inclinazioni politiche dei promotori: da Ponte San Giovanni nasce un Movimento spontaneo “Forza Tesei”. In diverse parti dell’Umbria quel movimento è in embrione e chiede, come a Ponte San Giovanni, che si dia un taglio alle defatiganti discussioni e vengano invece fatte le cose.
Non è affatto difficile: signora governatrice, metta in fila le previsioni contenute nel suo Defr, il Documento di economia e finanza per il prossimo triennio, per tanti versi esemplare nel sintetizzare bisogni reali e ambiti di intervento, e basta politichese, disfide di partito incomprensibili, battaglie per un posto qui e un posto là, basta rimpasti per far felici partiti sempre più dissociati dal comune sentire.
In quelle (relativamente) poche decine di pagine, sintetiche, realistiche, innovative per contenuti e forma (che è poi sostanza) si trovano, tra gli altri, due temi dai quali cominciare subito.
Prendiamo il suggerimento da Ponte San Giovanni: si inizi con il Nodo o Nodino o Nodo scorsoio o chiamatelo come vi pare, e diamo tempi certi di partenza e di arrivo. Non basta – lo si è visto in questi giorni – partire con i lavori entro il 2022, come scritto nel Defr, si deve iniziare subito. Non solo una città intera, ma anche tutta una regione, chiede una risposta. E gli sfrontati combattenti delle brigate “Fatelo ma non nel mio giardino” se ne facciano una ragione.
Il secondo obiettivo, in ordine di priorità? Il Piano socio sanitario che all’Umbria serve come il pane, insieme alla Convenzione sanitaria con l’Università, indispensabile per gestire gli ospedali.
Ma la Convenzione – abbiamo capito bene? – si firmerà da un momento all’altro, è vero signori della sanità umbra? Sono 18 mesi che si rinvia. Volete aspettare le vacanze di Ognissanti e andare a giro con “giochetto o scherzetto” per festeggiare Halloween? Fate pure, distrarsi rilassa. Ma per il 9-10 novembre possiamo contare su una firma congiunta con l’Università?
Bene. Allora, concludendo: abbiamo detto che a Ponte San Giovanni è di fatto nato questo nuovo Movimento spontaneo “Forza Tesei”. Per cui si dà incarico alla governatrice che è stata capace di ottenere successi in tema di finanziamenti a indispensabili infrastrutture e a progetti innovativi e a interventi molto delicati per certi territori umbri in difficoltà, e tutto questo insieme alla bella ripartenza del turismo, cercata e trovata anche tramite la valorizzazione dell’aeroporto (in Confindustria stanno firmando la sottoscrizione delle quote?), di raggiungere rapidamente i due primi obiettivi sensibili, fondamentali per tutti gli umbri.
Ricordiamoli, in calce, solennemente, alla fine:
- il via libero immediato al Nodo o Nodino di Perugia, senza più se e ma, senza più sindaci pavidi che si mettono di traverso
- un Piano socio sanitario coerente e realistico che almeno imposti un futuro sereno per la sanità umbra
Sarà chiedere troppo? La Governatrice non vorrà mica deludere subito il Movimento spontaneo “Forza Tesei”.


