Centrosinistra news/ La Meloni senza la Porzi è il problema del Pd. Il M5s ridotto in coriandoli. Fora si è apparecchiato il davanzale per stare alla finestra

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il day after delle amministrative in Umbria. Davanti al suicidio perfetto del centrodestra, pochi festeggiano dall’altro lato. Il Pd resta diviso e litigioso, solo i Civici festeggiano ma né Assisi né Spoleto sono porti tranquilli. Arriva la stagione “Tiramolla”, dove vince il più flessibile

di Marco Brunacci

PERUGIA – Allora: Cityjournal scriveva, nel luglio scorso, che la soluzione per il Pd in Regione era già stata trovata e la garanzia era che il neo segretario regionale Bori non si sarebbe mai dimesso da capogruppo finché non andava come diceva lui.

Il gran giorno è arrivato, come scritto di City journal a luglio, tutto confermato: Simona Meloni è stata nominata capogruppo del gruppo Pd in Regione, ma non si è verificata la seconda previsione, che era più a rischio: Donatella Porzi, alla fine, non ha accettato di andare a fare la vicepresidente dell’Assemblea legislativa lasciato dalla Meloni e di spettanza del Pd.
A questo punto – e solo a questo punto – è rientrato in gioco l’oscuro Bettarelli da Città di Castello.
Ma a luglio si indicava già questa possibile soluzione insieme al problema politico che ne consegue. Donatella Porzi, è vero, aveva già detto a tutti che lei era stata presidente dell’Assemblea e riteneva non serio accettarne la vicepresidenza. Ma non cambi il dato politico.
Cominciamo da qui per dire lo stato dell’arte nel centro sinistra, dopo aver detto del suicidio perfetto elettorale del centro destra alle ultime elezioni amministrative.
La Meloni sanza Porzi è l’esatta fotografia del Pd in questa fase: da una parte sembra vitale e in fase ascendente (anche perchè recupera i voti del 5Ms), ma dall’altra mostra tutte le sue divisioni interne che hanno portato alla Caporetto parlamentare sul Ddl Zan.
Meloni rappresenta sicuramente l’ala più illuminata del Pd umbro, giovane, vivace, capace di mediazioni se hanno una prospettiva, che arriva da un territorio che non ceduto alle lusinghe della Lega – il Trasimeno – e che resta rosso, se non fuoco, fuocherello.
Ma la Porzi che si sfila significa che il Pd umbro, al pari di quello nazionale, ha anime diverse da rappresentare e non ci riesce, perchè la linea non è condivisa e non segue un disegno di grande respiro che rappresenti tutti.
Il segretario Bori, giovane, brillante, aggressivo, determinato a dare un’identità al partito umbro, avrà sicuramente un sacco di problemi nella vita prossima ventura. Problemi già evidenziati nei risultati elettorali del Pd: ad Assisi vince una sindaco civica, a Spoleto un civico integrale, a Città di Castello vince il vecchio socialista Bacchetta, che sta allergico a tanta parte del Pd, ma che sa dialogare con il centro dello schieramento politico, e porta sulle spalle, fino alle soglie del Comune, il candidato-sindaco che aveva indicato al Pd (e poi condiviso, a onor del vero), Secondi. E la giunta che verrà di sicuro non sarà il modello del cambiamento promosso e cavalcato da Bori.
Non stiamo poi a dire che ad Assisi siamo già al lancio di pentole e piatte nel Pd locale, dopo l’elezione della presidente del Consiglio comunale, che è del Pd ma contro l’indicazione della sindaco Proietti. E i voti determinanti per l’elezione sono venuti dal lato centrodestra.
Spoleto è Spoleto e tra 5-6 mesi se ne accorgerà anche l’ottimo sindaco Sisti, con una classe politica eternamente belligerante dai tempi del Gran ducato. Non fa neppure notizia che il Pd locale non trovi la quadra quasi su niente.
Conclusione: Bori ha tanto da lavorare, tanti auguri e buona fortuna, sapendo che le ombre dei dissidi nel Pd nazionale si allungano fin qui, con tanto di divisioni, di linee politiche ondivaghe, di silenzi o di parole gonfie di ambiguità. E poi hai voglia a prendersela con Renzi che, nel suo disegno, è comunque lucido.
Va meglio nel resto del centro sinistra? Il Movimento 5 stelle è ridotto in coriandoli. E fa quasi tenerezza l’ottimismo del consigliere regionale De Luca, che vede nei due eletti di Spoleto l’inizio di una nuova era.
Chi può festeggiare, alla fine, è solo il Movimento dei Civici, che ha perso a Città di Castello, ma ha vinto alla grande sia a Spoleto che ad Assisi. A Spoleto ha un sindaco suo e avrà due assessori. Ad Assisi non viene trattato bene, ma ha tempo e modo di rifarsi-e la Proietti lo sa bene.
Diciamo che di fronte alla sequenza impressionante di autogol dei partiti di centrodestra e alla difficoltà del Pd, che ha di fatto il solo vantaggio di essere l’unico partito organizzato dell’intera area, solo i CiviciX sono lo spunto interessante del Day after della tornata elettorale umbra. E i CiviciX significano Andrea Fora, il quale si è apparecchiato un davanzale intero per stare alla finestra. Guardare. Soppesare. E attendere.
Tutti si affannano a dire che la politica italiana non sarà la stessa dopo il passaggio del voto sul presidente della Repubblica, a gennaio.
Fora è il più attrezzato per cavalcare eventuali novità come per confermare scelte già fatte. Avendo adesso la certezza di rappresentare una fetta di elettorato ben definita, ma non faziosa, che si ritrova intorno ad alcuni interessi legittimi e precise convinzioni ma capace di esprimere un consenso ragionato e flessibile.
Forse sarà proprio la flessibilità il banco di prova per tutti i partiti, nessuno escluso, da sinistra a destra.

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