La sfida di Tesei riparte dall’economia: 1 miliardo e 200 milioni (più tutto il Pnrr) per uscire dall’isolamento e creare lavoro

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Via al Defr (Documento di economia e finanza regionale). Ecco tutte le opere in corso e che partiranno a breve, dall’ex Fcu alla Quadrilatero, con l’impegno «a far tornare attrattiva l’Umbria» per tutti. E una data precisa per far partire finalmente il Nodo di Perugia contro tutti i frenatori

di Marco Brunacci

PERUGIA – Vogliamo provare a ridurre in poche, essenziali note il ponderoso Documento di economia e finanza regionale (Defr), dando per scontato che sarà la guida per l’azione della Regione Umbria nei prossimi anni e per una volta proverà a cambiare la vita della gente umbra?
Proviamo. 

FINALITÀ E SCOPO

Finalità e scopo del Defr: “Tornare a rendere attrattiva l’Umbria” (pagina 38, parole autografe di Donatella Tesei, governatrice della Regione). 
In pratica: perseguendo i nuovi obiettivi indicati dal Defr, l’Umbria dovrà tornare attrattiva per il lavoro dei giovani talentuosi, che non dovranno più andarsene, ma anche per chi intende venire a trascorrere il tempo della pensione in un luogo accogliente, per chi intende fare turismo slow come per chi cerca un posto per lo smart working. 

GLI OBIETTIVI DI CRESCITA

Gli obiettivi di crescita del Pil? Il dato acquisito è il 4% di crescita del Pil nell’anno in corso, ma si punta più in alto, dentro la forbice nazionale, che è tra il 4 e il 6%. Gli interventi previsti consentono di avere delle ragionevoli attese.

I MALI DELLA REGIONE

I 4 mali della regione da aggredire: 
1.la denatalità più alta della già altissima media nazionale 
2.la spinta centrifuga che porta i giovani a scegliere di lavorare fuori regione
3.lo scarso livello di utilizzo del lavoro femminile e la sua retribuzione
4.la povertà, in tutte le sue forme, da combattere come priorità, visto i livelli raggiunti

LE ARMI PER COMBATTERLI

Le armi per combattere: 1 miliardo e 200 milioni di risorse vere, già definite e inserite nella pagine del Defr, con specifiche e dettagli, che si ottengono da diversi capitoli, dalla riprogrammazione dei Fondi comunitari alla parte di ricostruzione del cratere, una dote finanziaria comunque extra rispetto alla già molto ingente quota di finanziamenti per l’ Umbria, grazie ai fondi previsti dal Pnrr.

INFRASTRUTTURE, LA SVOLTA

La svolta sulle infrastrutture. Stavolta niente chiacchiere. Ci potranno essere errori o ritardi per incapacità a spendere, ma da questo schema non si torna indietro. E’ acquisito. C’è tutto per uscire all’isolamento storico dell’Umbria. E allora ecco le opere già finanziate dal Pnrr e che sono:
1.Orte-Falconara (dopo decenni di sterili discussioni)
2.Ex Fcu
3.Completamento della Quadrilatero
4.Grosseto Fano (la E-78, che interessa il nord dell’Umbria)
5.Tre Valli, che interessa lo Spoletino in particolare.
Questi sono dati acquisiti e finanziamenti già ottenuti per centinaia di milioni.
Accanto a questo, ecco gli obiettivi regionali: un’azione concentrata su tre direttrici, tutte menzionate e previste nel Defr.
Prima di tutto l’aeroporto. Qui lo sforzo è grande, non tutti hanno capito  l’importanza, ma si va avanti e basta tentennamenti, con gli hub internazionali annunciati come obiettivo (Monaco e Londra-Heathrow ) che sono a un passo dall’essere raggiunti
Poi le ferrovie: continua il pressing – siamo a buon punto – per ottenere collegamenti veloci Foligno-Terontola e un secondo Frecciarossa a un orario meno penalizzante per arrivare a MIlano in tempi utili, visto che si è rinunciato al collegamento aereo
Infine le strade restanti, con un’opera su tutte, contestata, resa difficile da piccole obiezioni di fronte alla grande necessità del collegamento. Parliamo del cosiddetto “Nodo” di Perugia. Finalmente nero su bianco: entro il 2022 si parte. Stop discussioni, via libera all’Anas, che ha giustamente stabilito che si tratta di una priorità nazionale. Con buona pace dei comitati di condominio e degli eroi anti-cemento, quando il cemento insidia la propria villetta.
Fin qui l’uscita dall’isolamento.

SANITÀ

Più generico l’impegno per i nuovi piani della sanità: il Piano socio-sanitario è ancora misterioso e il via libera alla convenzione sanitaria con  l’Università è in ritardo di 18 mesi, ma dovremmo essere alla fine del travaglio e vicini al doloroso parto.

RIVOLUZIONE NELLA FILOSOFIA

La filosofia del Defr? Si conferma “rivoluzionaria” per una regione come l’Umbria tutta welfare e poca iniziativa privata. Si cambia prospettiva: il Defr impegna la Regione a spendersi in ogni maniera per aiutare le imprese, che sono al centro degli sforzi per recuperare la ricchezza perduta, i livelli di lavoro, e diventare così avamposto per combattere la povertà.

GLI STRUMENTI

Quindi gli strumenti per ottenere il risultato: la Regione si impegna a favorire la crescite dimensionale delle aziende (che sono troppo piccole, in media, per reggere al confronto sul mercato nazionale ma soprattutto internazionale) e lo sviluppo occupazionale, usando la leva fiscale e tutti gli incentivi a propria disposizione. Tornerà buona la “Zes” (la zona che consente un’esenzione fino al 35% per le imprese che intendono andare a lavorare nella fascia appenninica), come la defiscalizzazione dei contributi per i nuovi assunti.

OBIETTIVO STRATEGICO

Un obiettivo strategico, che già è stato segnalato diverse volte da City journal ma che adesso viene messo nero su bianco e diventa un risultato da ottenere in tempi definiti: l’Umbria intende diventare il “centro” del centro Italia, opportunamente rilanciato come zona di sviluppo, insieme alle regioni limitrofe. Pone la sua candidatura a gestire le aree limitrofe ai propri confini, dando una mano ai governatori vicini e incrementando nel contempo il suo raggio d’azione e la sua influenza, che potrebbe raggiungere poco meno del milione e mezzo di abitanti.

L’OBIEZIONE FINALE

Obiezione: tutti i Documenti di economia e finanza sono, un po’ più, un po’ meno, libri dei sogni, perchè questo no? Il rischio c’è, ma qui ci sono degli obiettivi acquisiti (i finanziamenti già ottenuti grazie al Pnrr, con quel che significa in termini di rapidità di esecuzione dei lavori) e sono altrettanto certe e acquisite le risorse (un miliardo e 200 milioni) extra Pnrr, con accanto gli obiettivi (realistici, se non si commettono errori) da conseguire.
Di filosofia nel Defr ce n’è poca  e pochi gli alibi se non si raggiungeranno i risultati attesi.
Fa bene la governatrice Tesei ad accettare fin da ora “i contributi di tutti” al Documento, ma sapendo bene che sarà problema suo arrivare al traguardo fissato.

IL LATO POLITICO

La ripartenza dal Defr, dopo la brutta pagina (per il centrodestra umbro) delle elezioni amministrative, ha il sapore della ripartenza, del rilancio politico. Da qui si ricomincia nel rapporto con la gente, le categorie e il territorio. Vediamo che succede.

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