L’operazione decollo dell’aeroporto si chiude: la Regione prevede 4 milioni all’anno di investimenti per 3 anni. Annunciati voli per Barcellona, Vienna e Bucarest

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | La Fondazione Cassa di risparmio di Perugia si impegna per un milione all’anno. Ora si attende che Camera di commercio e Comuni (soprattutto Assisi) facciano la loro parte. Ryanair scopre le carte per il 2022. Anche Mosca tra gli obiettivi. Terni sempre sorda

di Marco Brunacci

PERUGIA – Tutti i lettori di queste colonne sanno quanto sia strategico per il rilancio dell’Umbria il decollo dell’aeroporto San Francesco. E la notizia di queste ore assume un rilievo particolare: si va dalle dichiarazioni di impegno alla previsione di spesa. È passato in delibera il bilancio preventivo della Regione con una spesa di 4 milioni ogni anno per 3 anni di finanziamento soci per il sostegno al piano industriale dell’aeroporto. Con tutto quello che ciò significa.

La svolta definitiva della Regione implica -. non sarà sfuggito a nessuno – che i titolari della quota di minoranza della Sase, il 20’%, dovranno far fronte quota parte agli investimenti, quindi un milione all’anno.
Basta ora ricordare che le quote sono divise tra la Camera di commercio, che pare pronta a fare la sua parte, e i Comuni di Perugia, Bastia ma soprattutto Assisi. La sindaco Proietti dovrà trovare un milione in tre anni nel suo bilancio. Come dire: Assisi si deve ora assumere le proprie responsabilità, non più solo esercizi oratori e affermazioni di principio.
Va ricordato ancora che la Fondazione Cassa di risparmio sta facendo quello che gli industriali umbri si sono rifiuta di fare: un intervento privato di rilievo, che diventa un investimento strategico nell’economia di una regione e nel suo futuro. La Fondazione verserà un milione all’anno per i tre anni.
A questo punto va aggiunto solo che Confindustria potrebbe rimediare, in qualche modo, con la sua nuova governance, al gran rifiuto di Alunni, ma pare complicato anche perché il comparto ternano dell’associazione continua a mostrare uno scetticismo nei confronti dell’aeroporto che non ha alcune motivazione logica se si crede nello sviluppo omogeneo di una regione e nelle occasioni per l’industria che dentro la regione si possono trovare.
Ma è difficile spiegare a chi non vuol capire e indica la sua vicinanza geografica a Roma come una sorta di ricchezza, non invece una forma di dipendenza.
Detto questo, la conclusione: ora c’è tutto perché gli obiettivi fissati dal piano industriale del San Francesco possano essere raggiunti. 500mila passeggeri tra il 2023 e 2024. Ma 3000 passeggeri fin dal 2022 (Covid permettendo), volando su 16 rotte. E a questo proposito Ryanair ha lanciato ufficialmente le sue nuove 3 rotte a partire dall’estate 2022: Barcellona (e non Girona), Vienna e Bucarest. Potrebbe arrivare in tempi rapidi perfino Mosca. Non sarà invece possibile aggiungere alle capitali europee, da quel che si sa al momento, Parigi.

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