Medici in corsia
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Varato il Piano sociosanitario, più Case della salute e ospedali di comunità. Sull’emergenza liste d’attesa a ore arriva un’iniziativa “forte”

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Con le indicazioni e i finanziamenti del Pnrr si cerca di portare la sanità sul territorio, più vicina ai cittadini. Restano 2 le aziende ospedaliere e le Asl. Per la Convenzione con l’Università l’ultimo scoglio è il compenso dei primari: deciderà l’Agenas

di Marco Brunacci

PERUGIA – Arriva il Piano sociosanitario. È presto per dire con esattezza cosa cambierà per la salute dell’Umbria, perché l’iter è lungo, le discussioni aperte. Sarà fondamentale andare a spiegare, sindaco per sindaco, dove è giusto aprire una Casa della salute o riattivare un ospedale di comunità. E come e quanto avvicinare la sanità al territorio (immaginiamo che ogni primo cittadino voglia mettere per prima la propria cittadina). Ma l’Umbria il suo bel lavoro lo ha fatto, non a grande velocità ma comunque in tempi dignitosi.
Un aiuto grande è arrivato dalle indicazioni del Pnrr nazionale, che ha dato alle Regioni l’incarico (con relativi finanziamenti in decine e decine di milioni di euro) di superare il modello ospedalo-centrico e portare la sanità verso il cittadino.
Come detto, ora iniziano dibattiti e confronti. L’assessore alla sanità Coletto ha fatto la sua proposta che, nei grandi numeri, dice questo: resteranno 2 le aziende ospedale (Perugia e Terni) e 2 le Asl (almeno così si capisce, anche se tecnicamente la decisione è demandata all’Assemblea legislativa). Nel mentre vengono ridotti a 5 i 12 distretti sociosanitari. Come? Si riducono i presidi territoriali? Errore. No: si riducono gli apicali, insomma gli stipendi per chi li guida. Che è una delle migliori decisioni per risparmiare prese in questa amministrazione sanitaria.
La discussione sarà ampia e, come si diceva una volta, molto partecipata. I sindaci vorranno tutti dire la loro, sperando che abbiano in mente più l’interesse generale del loro campanile. E anche tutti gruppi politici con loro. Fratelli d’Italia, col segretario Zaffini in testa, forse più degli altri, visto che riservano una particolare importanza a questo atto amministrativo e alle ricadute sul territorio, avendo precise idee da applicare. Non è un mistero che un buon Piano sanitario di loro gradimento, per i meloniani umbri, vale più di un rimpasto di giunta. Vediamo che succede.
La sanità però deve ancora trovare il tempo e il modo di chiudere la Convenzione sanitaria con l’Università, che è stata rimandata ad Agenas per avere una sorta di bollino blu sui compensi dei primari, che è poi l’ultimo problema di questa estenuante trattativa, una maratona di venti mesi. Stai a vedere che Babbo Natale riesce a portare la nuova Convenzione con le renne tra i regali sotto l’albero della sanità umbra.
Sul fronte, infine, delle liste d’attesa, che sono la grande emergenza è invece attesa ad ore una iniziativa forte. E se il Piano sociosanitario è fondamentale nel medio periodo, insieme ovviamente alla Convezione, un intervento tranchant sulle liste d’attesa è quello che chiedono gli umbri subito.

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