Alternanza scuola-lavoro, studenti manifestano a Terni dopo la morte del 18enne friulano

Eduardo de Dominicis, segretario regionale del Partito Comunista: «Vediamo con speranza le proteste spontanee dei giovani in tutta Italia»

di Luca Ceccotti

TERNI – La morte di Lorenzo Parelli, 18enne friulano deceduto per un tragico incidente durante l’alternanza scuola-lavoro, non è di certo passata inosservata. Oltre ai commenti delle istituzioni e dei sindacati, infatti, i Cobas hanno organizzato degli scioperi nazionali per la sospensione della suddetta alternanza.

Le manifestazioni hanno toccato anche il suolo ternano. Nelle scorse ore molti studenti sono scesi in strada per sostenere a gran voce l’appello dei Cobas. Un post pubblicato su Facebook dalla pagina della Federazione Gioventù Comunista testimonia la grande e vivace partecipazione.
Introdotta come una delle più significative innovazioni apportate al principio della scuola libera dalla Legge 107/2015, l’alternanza scuola-lavoro era stata presentata come “una modalità didattica concepita per consolidare le conoscenze acquisite dagli studenti e testarle sul campo per un orientamento lavorativo futuro degli stessi”.
Le critiche non sono mai mancate, specie appunto da sindacati, movimenti studenteschi o dal Partito Comunista, che come ribadito anche nel post hanno sempre visto nell’alternanza un modello di sfruttamento attivo e non retribuito della forza lavoro giovanile. La morte di Lorenzo ha posto in risalto l’effettiva mancanza di tutele (pure economiche) per gli studenti chiamati a “obbedire” a tale modalità.
A commentare la manifestazione ternana è stata anche Marlin Castillo, segretaria regionale della Federazione Gioventù Comunista. Si legge nella nota: «Gli studenti si chiedono spesso se fare pratica a scuola sia giusto o sbagliato. Ovviamente è giusto: anche prima della “Buona Scuola” di Renzi negli istituti si faceva pratica, ma la pratica di prima vedeva il lavoratore dentro l’azienda elevarsi a maestro dell’alunno che andava, effettivamente, a imparare. L’alternanza scuola lavoro di oggi vede studenti sostituirsi de facto ai lavoratori, producendo gratuitamente l’utile dell’azienda». Per questi motivi sabato 5 febbraio si replicherà a Terni la manifestazione, questa volta indetta direttamente dalla Federazione, per una marcia che partirà da Pizza Dalmazia fino alle porte del provveditorato.
Raggiunto al telefono Eduardo de Dominicis, segretario regionale del Partito Comunista, quest’ultimo ha spiegato in merito: «Il PC vede con simpatia e speranza le proteste spontanee degli studenti in tutta Italia, soprattutto in Umbria e ancora di più a Terni, città già del lavoro – tra polo chimico e industriale – depredato nel nome del precariato e dello sfruttamento. Quanto successo a Udine è un fatto aberrante che ci riporta indietro ai primi periodi dell’800, quando i giovani venivano sfruttati nelle fabbriche ma quanto meno pagati. Siamo in una situazione di diritti peggiori di quella di 200 anni fa. Ci dicono che la nostra idea è vecchia. A fronte di questi eventi, ci sentiamo di dissentire».


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